Un grave episodio avvenuto nell’ultimo fine settimana di agosto ha riacceso i riflettori sui servizi di assistenza veterinaria locale. La vicenda riguarda la morte di un cane di proprietà di una famiglia residente in un piccolo paese del sorano, deceduto mentre si trovava ricoverato presso una struttura veterinaria del territorio (LEGGI QUI).
Secondo la ricostruzione fornita dai proprietari, a seguito di un improvviso peggioramento delle sue condizioni di salute, il cane sarebbe stato prelevato a domicilio da un’assistente della struttura e condotto presso l’ambulatorio. Nelle ore successive la famiglia avrebbe cercato ripetutamente di contattare il medico e il personale tramite chiamate e messaggi per ottenere aggiornamenti, senza ricevere risposta fino al tardo pomeriggio, quando il veterinario ha comunicato l’aggravamento del quadro clinico.
Giunti in ambulatorio i proprietari si sono trovati di fronte all’epilogo più drammatico: il medico avrebbe proceduto con l’eutanasia, sebbene la famiglia abbia il sospetto che l’animale fosse già deceduto prima del loro arrivo. A conferma del clima di incertezze e sfiducia, la proprietaria non ha sottoscritto il modulo per il consenso informato.
La diffusione della notizia ha suscitato profondo sgomento nell’opinione pubblica, spingendo altri cittadini a contattare la nostra Redazione per riferire di probabili esperienze analoghe, riguardanti sia cani sia gatti, riconducibili alla medesima struttura sanitaria (che, lo ricordiamo, come già specificato nel precedente servizio, non è la Clinica Veterinaria Gaia, ndr). Nei racconti emersi si parla di decessi improvvisi, ricoveri nell’ambulatorio veterinario, non solo nelle ore diurne, bensì prolungati anche in orario notturno e per più giorni consecutivi, nonché della presunta assenza di documentazione medica o referti esplicativi al momento della restituzione delle spoglie degli animali.
La Redazione precisa che, allo stato attuale, nessuna delle testimonianze raccolte risulta essere stata oggetto di formale denuncia alle autorità competenti. Si precisa, inoltre, che il riferimento alla struttura veterinaria in oggetto è stato indicato dai lettori nelle loro spontanee testimonianze inviate alla Redazione che sono tutte riconducibili allo stesso ambulatorio.
*Aggiornamento: il Dott. Massimo Alviani, titolare di ambulatorio veterinario a Sora, con richiesta inviata alla nostra Redazione, specifica che il suo ambulatorio è estraneo ai fatti contestati. (Ndr, la Redazione specifica di non aver collocato l’ambulatorio oggetto delle contestazioni in alcun comune specifico).