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Asl di Frosinone, liste d’attesa con cabina di regia ma restano molte le prestazioni con tempi inaccessibili

Il dg Cavaliere ha attivato l'organismo che dovrà monitorare il nuovo sistema di scadenza delle prescrizioni e di rispetto degli ambiti

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Il direttore generale dell’Asl di Frosinone, Arturo Cavaliere, dando esecuzione alla delibera regionale per il governo delle liste d’attesa nel Servizio Sanitario Regionale, ha istituito in via Fabi la Cabina di Regia Aziendale per il governo, il monitoraggio e il miglioramento delle liste d’attesa, “quale organismo di coordinamento strategico e operativo”.

Ne fanno parte il direttore sanitario Maria Giovanna Colella, il direttore amministrativo Giovannino Rossi, i responsabili dei Dipartimenti e delle strutture erogatrici coinvolte; il responsabile aziendale Recup, quelli dei Sistemi Informativi, dell’accreditamento istituzionale e del Controllo di gestione. “La Cabina di regia – si legge nella delibera di Cavaliere – potrà convocare, in relazione alle specifiche tematiche trattate, ulteriori figure individuate di volta in volta dalla Direzione Aziendale, inoltre nella riunione d’istituzione procederà ad approvare la modalità di funzionamento. Si precisa che la cabina di Regia, potrà essere aggiornata o rimodulata con atto della Direzione Strategica, in relazione a esigenze organizzative, evoluzioni normative o indirizzi regionali”.

Esami e visite, alla prova il nuovo sistema delle prenotazioni

Spetterà alla direzione sanitaria aziendale il coordinamento delle attività della Cabina di Regia e l’adozione degli atti organizzativi conseguenti. Il nuovo organismo opera senza nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio aziendale. Il primo compito sarà quello di controllare che effettivamente il nuovo sistema di prenotazioni, entrato in vigore il primo febbraio a livello regionale, abbia effetti positivi sui tempi di erogazione di visite ed esami specialistici. E’ infatti cambiata la scadenza delle impegnative per prenotare prime visite ed esami di primo accesso. La validità della ricetta riguarda il momento della prenotazione, non il giorno in cui viene effettuata la prestazione. Se non si prenota entro i tempi indicati, la ricetta non è più utilizzabile. I tempi prevedono prestazioni urgenti da prenotare entro 10 giorni; brevi a 20 giorni, differibili a 40/70 giorni e programmate fino a 130 giorni. Per le analisi di laboratorio la scadenza è a 180 giorni. Peraltro non è detto che per rispettare i tempi si possano fare esami e visite nell’Asl di residenza visto che la Regione ha previsto “ambiti di garanzia”. Per Frosinone include la possibilità che i pazienti debbano recarsi presso le Asl Roma 1, Roma 2 e Roma 3.

Bisogna attendere 117 giorni di media per una rx alla spalla

Al 3 marzo 2026 l’indice dei tempi di attesa dell’Asl di Frosinone è all’89,5%, equivalenti alla somma della diagnostica all’84,8% ed alle visite che sarebbero al 97,9% delle prenotazioni. I tempi di attesa non vengono rispettati per alcuni esami. In particolare per rx della spalla con 117 giorni di attesa, ecocolordoppler scrotale con 225 giorni di attesa e per l’ecografia scrotale con 90,5 giorni di attesa. Servono in media due mesi per ottenere un ecodoppler degli arti superiori oppure una ortopanoraminca delle arcate dentarie. E poi 54 giorni di media per rx del gomito o del femore, o una esofagogastroduodenoscopia. Secondo le statistiche ufficiali la Asl di Frosinone non è riuscita a garantire in questo primo arco del 2026 738 prestazioni sul totale delle 7mila e 48 richieste, quasi il 10% delle richieste di esami di diagnstica e di visite rimane insoddisfatto.

La polemica sulla veridicità dei dati ufficiali Regione/Asl

Ma se questa è l’ufficialità va ricordata la polemica che si sviluppò alla fine dello scorso anno dopo un’inchiesta giornalistica secondo la quale l’88% dei pazienti che rifiuta la prima proposta di visita, scegliendo strutture più vicine ma con attese più lunghe, infatti, scomparirebbe dalle statistiche. L’amministrazione Rocca da parte sua ha difeso il sistema trasparente sulla base del quale diffonde i dati.

Urbano: non è la strada giusta per aiutare davvero i pazienti

“Il miglioramento delle prestazioni in termini di appropriatezza e di tempi di erogazione è auspicabile – commenta il dottore Ettore Urbano, già direttore del dipartimento di emergenza dell’Asl di Frosinone -. Ma non credo che tutto ciò avverrà con questi provvedimenti. Certamente limitare la possibilità di prenotare la prestazione attraverso il Cup nell’ambito territoriale di residenza è elemento positivo. Ma non credo che aver ridotto la validità di durata delle prescrizioni si traduca in vantaggio reale e concreto. E’ esperienza di una mia collaboratrice che ha tentato di prenotare telefonicamente la prestazione attraverso il Cup. Ebbene, dopo essere stata molto tempo in attesa di una risposta, praticamente è stata dieci minuti ad ascoltare indicazioni. Ma alla fine non s’è capito se la prenotazione poteva essere fatta o meno”.

“Attivare Case di Comunità e prenotazioni urgenti in automatico”

Concludendo, secondo il dottor Urbano, il tentativo della giunta Rocca è apprezzabile “ma non ritengo che su questa base i problemi possano essere risolti. Bisogna interviene sulle potenzialità del medico di base affinché attivi una medicina di iniziativa proattiva che bypassi gli ostacoli burocratici. Se non si mettono a regime le case di comunità, sulla quali si è in ritardo, e non si mettono operativamente dentro queste strutture medici di medicina generale o, comunque, personale sanitario utile a semplificare la vita del cittadino, la strada resterà in salita. Mi spiego meglio: un medico di medicina generale che ritiene urgente una prestazione deve poter far partire in automatico una prenotazione col vincolo della territorialità. Se questo non avviene e si va avanti con prescrizioni, con le quali poi si dovrà battere la testa vicino a telefonino e computer per la prenotazione, non si uscirà da questo deficit organizzativo che si traduce nelle liste d’attesa che conosciamo”.

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