Home Cronaca Caso ex Frigomarket Pacifico, via libera al supermercato

Caso ex Frigomarket Pacifico, via libera al supermercato

Nel sito industriale al centro dell'attenzione negli ultimi tempi arriva la svolta: l'apoteosi di un iter discutibile

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Un altro passo decisivo per la trasformazione del sito industriale ex Pacifico Frigomarket di Tor Tre Ponti: la conferenza dei servizi indetta nello scorso mese di ottobre dal Comune di Latina per valutare la fattibilità della richiesta di rilascio del titolo unico per l’apertura di una media struttura di vendita in via Carrara, nell’area del Consorzio Industriale, ha rilasciato il proprio parere favorevole. – Le tappe precedenti sono consultabili nella rubrica “Sotto la lente” del nostro quotidiano.

Nella determina dirigenziale del Suap n. 9 del 16 gennaio 2026, pubblicata sull’albo pretorio del Comune di Latina, non ci sono riferimenti alla legge regionale n.13 del 1997, che stabilisce cosa si può e cosa non si può fare in un’area inserita nel PTR di un Consorzio industriale, e nemmeno riferimenti alla proposta di legge regionale n.203 del 22 aprile 2025, primo firmatario il consigliere regionale Enrico Tiero, per la modifica della legge 13 con l’introduzione del comma “g-ter” all’articolo 5.

Cosa dicono la legge regionale che regolamenta l’assetto, la gestione e le funzioni dei Consorzi industriali nelle aree e nei nuclei di sviluppo industriale, e la relativa proposta di modifica?

La legge regionale n.13/1997 stabilisce che all’interno di un PTR consortile (il piano regolatore dei consorzi industriali del Lazio) è possibile svolgere attività industriali, artigianali e di vendita all’ingrosso. La proposta n.203 di modifica della questa legge regionale n.13 intende inserire all’articolo 5 un nuovo comma, il “g-ter”, che recita così: “I Consorzi, nell’ambito delle aree territoriali di competenza, provvedono ad autorizzare nell’ambito degli insediamenti produttivi, l’utilizzo di spazi da destinare a spaccio aziendale e/o vendita diretta di beni merceologici funzionalmente integrati e formalmente connessi con l’attività svolta”.

Fonti della Regione Lazio sostengono che la proposta di legge Tiero per la modifica della legge n.13 del 1997 non sia stata ancora approvata dal Consiglio regionale del Lazio, ma anche se l’informazione dovesse risultare inesatta, non si comprende come sia possibile dare il via libera ad un’attività di vendita di prodotti al dettaglio che non abbiano alcuna connessione con l’attività industriale esercitata nel sito dove si intende avviare il commercio al dettaglio. 

Anche la proposta di modifica della legge 13 parla espressamente di beni merceologici funzionalmente e formalmente connessi con l’attività svolta nel sito industriale, e dunque agli enti coinvolti (Comune di Latina – Consorzio Industriale del Lazio – Comando provinciale Vigili del Fuoco di Latina – Azienda Sanitaria Locale di Latina) nella conferenza dei servizi che ha espresso parere favorevole alla richiesta della MGDR, deve essere sfuggito che un supermercato che vende prodotti alimentari e non alimentari non può avere alcuna connessione con le attività della P&D srl di Sermoneta, la società che nel 2022 ha ottenuto gratuitamente l’intero sito ex Pacifico Frigomarket, espropriato dal Consorzio alla curatela fallimentare, per farne un sito industriale di logistica e trasporti. 

A meno che non si voglia dire che la MGDR venderà prodotti trasportati da P&D. Fatto sta che con il favore della conferenza dei servizi, presto avremo un nuovo grande supermercato su una superficie di 2.499 metri quadrati, in barba alla legge regionale e relative disposizioni. L’iter intrapreso dal Consorzio Industriale con l’esproprio del sito industriale dismesso della ex Frigomarket e con la successiva assegnazione, senza alcun avviso pubblico, ad una società che si è distinta per aver sotterrato  tonnellate di rifiuti speciali nell’area appena acquisita, – secondo le indagini – ha raggiunto l’apoteosi grazie al concorso, più o meno consapevole, di una affollata conferenza dei servizi e di una Procura della Repubblica che ha saputo scoprire il reato ambientale, ma che sembra non vedere il resto dell’affare di via Carrara.

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