Non una testimonianza ma una scia digitale fatta di immagini. È da lì che gli investigatori sono ripartiti per stringere il cerchio sull’episodio della bomba carta esplosa in via Capocci e arrivare all’identificazione del presunto responsabile.
Dopo gli elementi già illustrati in Procura dal procuratore capo Carlo Fucci e dal sostituto procuratore Albino Palmieri, il focus si concentra ora sul lavoro tecnico svolto dalla Polizia di Stato. Gli agenti della squadra di Polizia Giudiziaria del Commissariato e i colleghi della Squadra Mobile, guidati dal Dirigente Angelo Longo, hanno ricostruito metro dopo metro il percorso dell’auto utilizzata per allontanarsi subito dopo il lancio dell’ordigno.
Un’attività investigativa minuziosa. Una vera e propria “mappatura” delle telecamere presenti tra centro e periferia di Cassino ha consentito di seguire la vettura lungo le vie di fuga. I frame analizzati con grande preparazione e abilità dagli agenti hanno permesso di isolare orari, traiettorie, incroci attraversati. Un incastro progressivo di dettagli che ha portato all’identificazione del mezzo e, quindi, di chi si trovava a bordo.
Determinanti anche le riprese di un impianto privato che ha immortalato il passaggio dell’auto in un momento cruciale, pochi istanti prima e dopo la deflagrazione. Grazie a questa meticolosa attività della Polizia, l’attività investigativa ha accelerato fino a delineare un quadro indiziario ritenuto solido dalla Procura.
Senza quella sequenza di immagini e senza la capacità investigativa di analisi l’indagine avrebbe richiesto tempi molto più lunghi e margini di incertezza maggiori. Invece, l’analisi tecnica dei filmati ha consentito di dare un nome al presunto autore del gesto, ora detenuto, mentre gli approfondimenti proseguono per chiarire ogni ulteriore aspetto della vicenda.
Un episodio che riporta al centro il tema della sicurezza urbana e dimostra come le telecamere non siano soltanto uno strumento di controllo, ma un supporto investigativo concreto e spesso decisivo. Che va però sempre coniugato con la preparazione delle nostre Forze dell’Ordine.
