Più identità Dem e meno attenzione a incentivare coalizioni civiche. L’invito è venuto – durante il congresso del Circolo Pd di Frosinone – da Alessandra Maggiani, leader della componente Cuperlo. “Un congresso seppur territoriale non può non riflettere sulla particolarità e sulla pericolosità del momento che stiamo vivendo. Costruire organismi dirigenti diffusi, infatti, è il primo passo per provare a ricostruire luoghi di riflessione e di partecipazione dal basso, unici strumenti per porre un argine alla pericolosa disaffezione dei cittadini nei confronti della cosa pubblica”.
- – Si ascoltano appelli ad andare oltre il partito, anche nella prospettiva delle comunali del capoluogo?
“Indulgere troppo spesso a coalizioni civiche, spesso con poco chiari pezzi di centrodestra, non aiuta a costruire quella identità che ci servirebbe oggi per andare a chiedere agli elettori un ‘no’ per il referendum e che ci sarebbe necessaria per fare una opposizione efficace ai governi di centrodestra nazionale, regionale e locale. E non ci aiuterà nei prossimi appuntamenti elettorali perché non sarà chiaro chi siamo noi e chi sono loro”.
Da soli non possiamo incidere sulla crisi ma dobbiamo analizzarla
- – I programmi dovrebbero definire le coalizioni e soprattutto dare senso all’appartenenza allo schieramento. No?
“Dovrebbe trovare spazio una più attenta analisi sul profondo cambiamento dell’assetto economico nazionale e locale. Da lungo tempo la nostra provincia è attraversata da un processo di forte deindustrializzazione, con interi poli industriali che stanno scomparendo. Perdita di posti di lavoro, perdita di professionalità, aumento di povertà e diseguaglianze rischiano di regalare il nostro territorio a speculazioni solo affaristiche. Certo, non è un partito provinciale da solo che può invertire questa tendenza”.
- – E allora quale dovrebbe essere il vostro contributo?
“Confrontarsi sul futuro economico della nostra provincia può dare ai rappresentanti istituzionali occasioni per poter chiedere maggiori garanzie a difesa di una economia rispettosa delle comunità e dei territori e per una occupazione dignitosa e sicura. Meno di questo e il Partito democratico di Frosinone potrebbe trasformarsi in un partito capace solo di replicare se stesso per acchiappare al volo occasioni elettorali insufficienti a costruire una speranza di riscatto per il nostro territorio”.
Ma ora anche i territori si concentrino sul referendum sulla giustizia
- – Quali priorità vede nella fase attuale?
“Questo congresso si apre in un momento complesso del nostro paese e del nostro mondo. Si apre una campagna referendaria che è più insidiosa di quello che può sembrare. Il referendum non è solo sulla giustizia e non si tratta nemmeno di una riforma. È’ il tentativo di scardinare i principi fondamentali sui cui si basa la Costituzione. Di iniziare a scardinare un impianto su cui manifestatamente questo Governo non si riconosce e non può riconoscersi. A prescindere dal voto che ciascuno di noi affiderà alle urne, dovremmo tutti avvertire la grande responsabilità di essere chiamati a compiere un passo di tale rilevanza per gli equilibri essenziali che sino ad oggi hanno contribuito a preservare la nostra democrazia”.
