La partita sulla riapertura della discarica di Cerreto, a Roccasecca, si sposta su un binario giudiziario-sanitario e approda contemporaneamente al Senato e a Palazzo Jacobucci. All’indomani del blitz burocratico con cui la Regione Lazio ha autorizzato in tempi record la voltura dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) dalla Mad alla Newco Roccasecca Srl — preambolo per il definitivo passaggio di proprietà al colosso multi-utility Acea —, mentre il sindaco di Roccasecca, Giuseppe Sacco, ha preannunciato l’impugnativa della determina di volturazione dell’Aia da parte del suo Comune, il sindaco di San Giovanni Incarico, Paolo Fallone, alza il livello dello scontro istituzionale.
Di fronte al perdurante “silenzio assordante” della classe politica locale e dei consiglieri regionali eletti nel territorio della provincia di Frosinone, la svolta arriva dall’impegno inatteso di una Senatrice della Repubblica (non eletta nella circoscrizione frusinate) che ha deciso di farsi carico delle istanze della comunità del Cassinate e dell’intera Ciociaria per bloccare il riavvio del sito.
Eletti in provincia sempre silenti ma spunta una senatrice di buona volontà
Per sostenere l’iniziativa parlamentare ed evitare che l’opposizione si riduca a una mera protesta formale, il primo cittadino di San Giovanni Incarico ha lanciato un accorato appello pubblico alla cittadinanza, chiedendo il contributo diretto di chi ha vissuto o sta affrontando la malattia. “Discarica di Cerreto: per i nostri figli, per chi non c’è più, per chi sta lottando. C’è un dolore che in questo paese conosciamo troppo bene. Nomi di vicini, di amici, di familiari che si sono ammalati. Alcuni sono ancora qui a combattere. Altri li abbiamo salutati troppo presto”, esordisce Paolo Fallone.
“Per anni abbiamo chiesto risposte. Per anni abbiamo detto che quella discarica non è solo un problema di ambiente, ma un problema di vite. Oggi, finalmente, qualcuno ci ascolta: una Senatrice ha preso a cuore quanto stiamo sollevando ed ha deciso di portare la nostra voce in Parlamento, per far emergere quello che noi qui sappiamo già nel cuore, anche se manca ancora chi lo scriva nero su bianco. Ma da soli non basta gridarlo. Serve mostrarlo. Per questo chiediamo un gesto di grande coraggio, a chi ha vissuto o sta vivendo una malattia oncologica, di condividere con noi la propria documentazione medica e la propria testimonianza”.
Una raccolta di cartelle cliniche in Parlamento, l’appello del sindaco
Il materiale raccolto servirà a comporre un fascicolo documentato da depositare a Palazzo Madama: “Questo materiale servirà alla Senatrice per costruire un dossier puntuale e documentato, da portare direttamente in discussione in Parlamento, non un appello generico, ma un fascicolo fatto di storie vere, di persone vere, di questo paese. Sappiamo cosa significa chiedervi questo. Sappiamo che dietro ogni cartella clinica c’è una storia di paura, di notti insonni, di battaglie combattute in silenzio”.
“Non ve lo chiediamo per curiosità, ve lo chiediamo perché ogni vostra testimonianza può diventare la prova concreta che serve a proteggere chi verrà dopo di noi, i nostri figli, i nostri nipoti, chi ancora non sa cosa significhi questa parola. Chi vuole fare questo passo può contattarmi in privato, con la massima riservatezza… Non state solo aiutando una causa. State scrivendo, con il vostro coraggio, il futuro di questo paesi”, conclude il primo cittadino.
Il 15 settembre confronto in Provincia sulla petizione al Parlamento europeo
Sul fronte dell’azione amministrativa e sovranazionale, l’offensiva di Fallone incassa un primo risultato istituzionale a livello provinciale. La Petizione al Parlamento Europeo — promossa da San Giovanni Incarico, già sottoscritta da diversi sindaci, amministratori e da migliaia di cittadini per denunciare il mancato rispetto del principio di prossimità nel ciclo dei rifiuti —, sarà formalmente discussa a Frosinone.
Il Presidente della Provincia, Luca Di Stefano, ha convocato un incontro ufficiale a Palazzo Jacobucci per il primo pomeriggio del 15 settembre. Al vertice prenderanno parte i consiglieri provinciali, i sindaci del comprensorio e il coordinamento dei promotori per analizzare i contenuti della petizione europea e valutare l’assunzione di una posizione unitaria da parte dell’Ente di piazza Gramsci contro il progetto di riapertura del polo ambientale di Cerreto.