Serie B – Non è il Frosinone scintillante e dominante visto in altre uscite stagionali, ma è una squadra consapevole della propria forza, capace di aspettare e leggere i momenti della gara. Al rientro dalla sosta, allo “Stirpe”, i giallazzurri affrontano un Catanzaro che conferma pienamente il proprio valore e la posizione occupata in classifica, rendendo la serata tutt’altro che semplice.
La partita si sviluppa su binari di equilibrio e intensità. Gli ospiti tengono bene il campo, pressano, palleggiano e costringono il Frosinone a lavorare soprattutto in fase difensiva. In questo contesto emerge la solidità del reparto arretrato e, soprattutto, l’affidabilità di Palmisani, decisivo nel primo tempo con un’uscita tempestiva su Iemmello e poi ancora attento nella ripresa su una conclusione insidiosa dello stesso attaccante. La sua presenza tra i pali trasmette sicurezza a tutta la linea.
Dietro, Calvani guida con autorità, limitando al minimo le iniziative avversarie e accompagnando spesso l’azione quando se ne presenta l’occasione. Monterisi ingaggia un confronto fisico e continuo con Pittarello, senza mai tirarsi indietro, mentre sulle corsie e in mezzo al campo non mancano sacrificio e lavoro sporco: Bracaglia corre e chiude con puntualità, risultando decisivo con un intervento provvidenziale che vale quanto un gol; Koutsoupias, meno appariscente del solito, resta comunque un riferimento prezioso nella zona centrale; Calò, come sempre, dà ordine e geometrie, trovando nel momento chiave la giocata che cambia la partita.
Davanti, il Frosinone fatica inizialmente a trovare continuità e spazi. Kvernadze è condizionato da qualche colpo di troppo, Raimondo sfiora una rete spettacolare fermata solo da un grande intervento di Pigliacelli, mentre Ghedjemis resta spesso sotto controllo ma lascia intuire di avere sempre la giocata pronta. Fondamentale anche il contributo di Cichella, bravo a provocare l’espulsione di Frosinini: un episodio che indirizza il finale.
Con l’uomo in più, la squadra di Alvini alza progressivamente il baricentro e spinge con maggiore convinzione. All’81’ arriva il premio alla pazienza: sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto con precisione, Monterisi svetta più in alto di tutti e sblocca il match, facendo esplodere lo stadio. Il Catanzaro accusa il colpo e nel recupero arriva anche il colpo del ko: Ghedjemis trova spazio e disegna una conclusione mancina di grande qualità che chiude definitivamente i conti.
Nel finale c’è spazio anche per chi entra dalla panchina, con cambi che portano ordine, fisicità e partecipazione all’azione del raddoppio, a conferma di un gruppo compatto e coinvolto.
Il 2-0 finale racconta una vittoria pesante, costruita più con la testa che con lo spettacolo. Tre punti che proiettano il Frosinone a quota 41, in cima alla classifica al termine del girone d’andata. Un successo che certifica la crescita mentale della squadra di Alvini: capace di soffrire, adattarsi e colpire quando conta davvero. Una qualità da grande squadra.
