È stata una giornata all’insegna della festa, del divertimento e dell’identità. Il Carnevale di Frosinone ha regalato alla città uno dei momenti più attesi: il rogo del fantoccio del Generale Championnet, simbolo storico di una tradizione che affonda le radici nel passato più autentico del territorio.
Tra musica, colori e famiglie in piazza, il momento dell’accensione ha rappresentato molto più di un gesto rituale. È stato il segno concreto di una comunità che sceglie di custodire le proprie tradizioni.
Abbiamo raccolto le testimonianze di diversi cittadini presenti ieri sera. Tutti concordi su un punto: vedere bruciare il Generale significa mantenere viva la storia di Frosinone.
La deroga e il rispetto delle regole
Nei giorni scorsi si era aperto un dibattito sulla possibilità di accendere il rogo.
Il sindaco Riccardo Mastrangeli, da noi intervistato, ha ricordato che la legge è uguale per tutti e che va rispettata, ma ha anche spiegato che è stata concessa una deroga che ha reso possibile lo svolgimento della tradizione nel rispetto delle normative vigenti.
Una scelta che ha permesso alla città di non rinunciare a un appuntamento storico.
Per molti cittadini, preservare il rogo non significa ignorare i temi ambientali, ma distinguere tra responsabilità strutturali e tradizioni popolari. Non è eliminando un simbolo storico che si risolvono problemi complessi. È invece attraverso politiche strutturate e scelte concrete che si tutela l’ambiente.
Preservare le radici per guardare al futuro
Il Carnevale di Frosinone non è solo un evento. È memoria collettiva. È appartenenza. È racconto tramandato di generazione in generazione.
Bruciare il Generale significa chiudere simbolicamente un ciclo, salutare l’inverno, rinnovare un rito che si ripete da decenni e che continua a coinvolgere giovani e adulti.
Mantenere vive le tradizioni vuol dire preservare l’autenticità di un territorio. E ieri Frosinone ha dimostrato di voler difendere la propria identità.
Il rogo del Generale non è stato solo un falò. È stato il segno di una città che non dimentica le proprie radici.
