Quattro reti nelle prime quattro giornate di Serie A, realizzate attraverso due doppiette, e un contributo determinante ai sette punti conquistati dal Frosinone. Antonio Raimondo si è già ritagliato un ruolo da protagonista nella formazione giallazzurra, ma non vuole lasciarsi trascinare dall’entusiasmo del momento.
Intervenuto ai microfoni di Sky Sport, l’attaccante ha analizzato la partenza della squadra e il proprio rendimento personale, sottolineando l’importanza del lavoro quotidiano.
«Siamo partiti bene, anche se abbiamo perso la prima partita contro la Juventus. Dal punto di vista personale ho iniziato con quattro gol, ma so che sarà difficile mantenere questo rendimento. Vale per me e per tutta la squadra. Seguendo il mister e continuando a lavorare ogni giorno, però, possiamo fare bene».
Il prossimo appuntamento vedrà i giallazzurri affrontare il Como, una delle formazioni maggiormente osservate in questo avvio di campionato. Raimondo riconosce il valore dell’avversario, ma ribadisce la volontà del Frosinone di far pesare il fattore casalingo.
«Al Como riserveremo la stessa accoglienza che prepariamo per tutte le squadre che vengono a giocare in casa nostra. Cercheremo di disputare la nostra partita e di ottenere il massimo. Abbiamo grande rispetto per loro, ma siamo il Frosinone, abbiamo una nostra identità e giocheremo da Frosinone».
Uno dei punti di forza della formazione ciociara è rappresentato dalla conoscenza già maturata tra diversi elementi della rosa. Una base consolidata sulla quale inserire i numerosi calciatori arrivati durante l’estate.
«Molti di noi giocano insieme già da un anno e conoscono le idee del mister. Dobbiamo essere bravi a integrare i nuovi arrivati, anche perché ci sono diversi stranieri e dobbiamo imparare un po’ le lingue per comunicare meglio. Se resteremo uniti e continueremo a seguire l’allenatore, potremo toglierci delle soddisfazioni».
Il sogno della Nazionale
I quattro gol segnati hanno inevitabilmente acceso i riflettori su Raimondo anche in prospettiva azzurra. L’attaccante non nasconde l’ambizione di conquistare una chiamata e di poter partecipare ai prossimi Europei, pur mantenendo la concentrazione sul lavoro con il Frosinone.
«La Nazionale è sicuramente un sogno e rappresenta un obiettivo. Io devo pensare a dare il massimo ogni volta che ne avrò l’occasione. Se dovesse arrivare una convocazione, risponderei certamente presente».
Cavani come modello e il ricordo di Mihajlovic
Raimondo ha poi indicato Edinson Cavani come principale punto di riferimento. Non soltanto per la capacità realizzativa, ma anche per il sacrificio e la generosità mostrati dall’attaccante uruguaiano durante la propria carriera.
«Da bambino guardavo le partite del Napoli e il mio idolo era Cavani. Mi piacevano la sua volontà, la cattiveria sotto porta e la disponibilità a rincorrere gli avversari anche tornando indietro. È sempre stato il mio modello».
Nel percorso dell’attaccante resta centrale anche il ricordo di Sinisa Mihajlovic, l’allenatore che gli permise di debuttare tra i professionisti quando aveva appena 17 anni.
«È stato il primo a credere davvero in me, facendomi esordire quando ero ancora un ragazzino. Lo porterò sempre nel cuore per quello che mi ha dato. Ho inoltre un rapporto speciale con suo figlio Dušan, che lavora nell’agenzia del mio procuratore».
Raimondo non indica una cifra precisa come traguardo personale. La priorità rimane continuare a segnare e aiutare il Frosinone a prolungare un avvio di stagione che ha già acceso l’entusiasmo dell’intera città.