Oggi Trivigliano si è fermata. Le parole si sono fatte poche, gli sguardi bassi, il silenzio più forte di qualsiasi suono. Nella chiesa di Santa Maria Assunta, gremita come raramente accade, si è celebrato l’ultimo saluto a Francesco Latini, scomparso a soli 14 anni.
Un dolore che non ha confini e che ha unito famiglie, amici, compagni di scuola, insegnanti, cittadini comuni. Tutti stretti in un unico abbraccio, per salutare un ragazzo che avrebbe dovuto avere davanti a sé il tempo, i sogni, il futuro.
La chiesa non è riuscita a contenere l’emozione di una comunità intera, segnata da una tragedia che ha lasciato senza fiato Trivigliano, Torre Cajetani e Fiuggi.

Una comunità sconvolta dall’addio
L’addio a Francesco non è stato solo un momento religioso, ma un atto collettivo di dolore e vicinanza. Il feretro accolto in un silenzio carico di rispetto, rotto solo dalle lacrime e dalla commozione di chi lo ha conosciuto e amato.
Ieri, la restituzione della salma ai familiari dopo gli accertamenti medico-legali aveva aperto la strada a questo momento inevitabile e straziante. Una ferita che resta aperta e che nessuna spiegazione potrà mai rimarginare.
Francesco era uscito per un giro in bicicletta, un gesto semplice, quotidiano. Un’uscita come tante, che invece si è trasformata in una tragedia capace di spezzare non solo una giovane vita, ma anche la serenità di intere comunità.
Il vuoto che resta e una ferita che segnerà tutti
Oggi, durante i funerali, è emerso con forza il vuoto lasciato da Francesco: nella sua famiglia, nei suoi amici, tra i banchi di scuola, nei luoghi che frequentava ogni giorno. Un vuoto che non si misura con le parole, ma con l’assenza.
Il dolore è composto, ma profondo. È il dolore di chi sa che non esiste un “perché” davanti alla morte di un ragazzo di 14 anni. È il dolore di una comunità che si stringe attorno ai genitori, alla sorellina, ai familiari, cercando di offrire almeno un po’ di calore umano in un momento che resta incomprensibile.
Oggi Trivigliano ha salutato Francesco per l’ultima volta. Resta il silenzio, resta lo sgomento, resta una ferita che segnerà per sempre una famiglia e un intero territorio. E resta il ricordo di un bambino che non doveva andarsene così presto.