I carabinieri dell’UCA, Unità Cinofile Antiveleno di Roma, sono intervenuti nella mattinata odierna presso il rione in cui, tra il 20 dicembre e la prima metà di gennaio, sono stati rinvenuti ben quattro gatti morti. Lupin è stato il primo ad esser stato trovato tra i vicoli del Cauto, nel quartiere Civita Falconara di Arpino, nel centro storico della città: il pelosetto non era un randagio bensì “adottato” dal rione, sfamato, coccolato, accudito. Qualche giorno dopo la medesima sorte è toccata ad una mamma gatta, facente parte della stessa colonia felina, regolarmente registrata. Entrambi gli episodi erano stati segnalati alle forze dell’ordine. A distanza di nemmeno un mese ancora due tristi ritrovamenti, sempre nello stesso quartiere: due bei micioni grigi, uno chiamato “il gatto di silvana” e l’altra Nina “la gatta più buona del quartiere Civita”. – LEGGI QUI –
A fine gennaio la conferma che questi episodi, tra l’altro per niente isolati, fossero da imputare alla volontà umana: le analisi effettuate sul cadavere di uno dei mici confermavano l’avvelenamento per cui una mattanza intenzionale, mirata all’uccisione dei gatti del quartiere, un atteggiamento che corrisponde ad un reato perseguibile dal Codice Penale. I cittadini, di riflesso, hanno sporto denuncia ufficiale, affinché venga individuato il responsabile di queste morti.
Nella mattinata odierna i Carabinieri dell’Unità Cinofile Antiveleno di Roma si sono portati sul posto, hanno avviato le indagini raccogliendo diverse prove. Il cane addestrato ha fiutato in maniera insistente in parecchi angoli. “Ci auguriamo che presto venga fatta giustizia”, è il commento unanime non solo degli amanti dei pelosetti residenti nel quartiere di Civita Falconara bensì dell’intera comunità.
