Patrizio Masini si prepara a tornare a Marassi, questa volta con la maglia del Frosinone. Il centrocampista giallazzurro ha presentato in conferenza stampa la sfida contro il Genoa, soffermandosi sulla sua partenza dalla Liguria, sull’impatto con la squadra di Massimiliano Alvini e sulle insidie della prossima gara.
Nessun rancore nei confronti di Daniele De Rossi, con il quale il calciatore assicura di aver conservato un rapporto positivo: «Con il mister ho sempre parlato, sia in campo sia fuori, e non ci sono rimasto male. Se mi aspettavo di andare via? No, perché credo che inizialmente non rientrasse neppure nei programmi del Genoa. È stata una situazione nata improvvisamente grazie alla grande volontà del Frosinone di prendermi. Questo mi ha fatto molto piacere e non c’è nulla di negativo».
Il suo inserimento nella formazione ciociara è stato immediato, come dimostrato dalle prime prestazioni: «È stato facile perché ho trovato un gruppo davvero unito, che mi ha messo subito nelle condizioni di esprimermi al meglio. Il gioco del mister si adatta alle mie caratteristiche: chiede corsa, pressione e riconquista immediata del pallone. Abbiamo cominciato bene e vogliamo proseguire su questa strada».
Masini si è detto soddisfatto del proprio avvio, pur invitando tutti a mantenere i piedi per terra: «Sono contento, ma sono state disputate soltanto due partite. Il campionato è ancora molto lungo e la Serie A può riservare sorprese in ogni giornata. Dobbiamo continuare a lavorare come stiamo facendo».
Il centrocampista ha parlato anche della necessità di migliorare negli inserimenti e nella produzione offensiva: «Il mister mi sta chiedendo di crescere sotto questo aspetto e so di poter fare di più. L’inserimento senza palla ha sempre fatto parte delle mie caratteristiche, ma i numeri dicono che negli ultimi due anni ho realizzato un gol e un assist. Se voglio compiere un ulteriore passo in avanti, devo incidere maggiormente».
A Genova il Frosinone troverà una squadra partita con qualche difficoltà, ma sostenuta da un pubblico capace di trasformare Marassi in un ambiente particolarmente complicato per gli avversari. Masini non vuole però lasciarsi distrarre dall’emozione del ritorno: «All’eventuale accoglienza penserò soltanto dopo la partita. Prima voglio rimanere concentrato sulla gara. Marassi è uno degli stadi più belli d’Italia e conosco bene il calore dei tifosi del Genoa. Anche nei momenti difficili hanno sempre sostenuto la squadra durante i novanta minuti, rimandando ogni contestazione al termine».
Nel corso della conferenza è tornata inevitabilmente anche la vittoria conquistata dal Frosinone contro il Venezia, con particolare riferimento ai minuti nei quali i giallazzurri hanno rischiato di compromettere quanto costruito: «Ne abbiamo parlato tra noi. In dieci minuti abbiamo rischiato di rovinare settanta o ottanta minuti quasi perfetti, soprattutto il primo tempo. Siamo stati bravi e anche un po’ fortunati a trovare il terzo gol. Faceva molto caldo e probabilmente la condizione non è ancora ottimale, ma essere riusciti a vincere ci permette di lavorare su questi errori con maggiore serenità».
Secondo Masini, compattezza e qualità rappresentano gli elementi indispensabili per raggiungere la salvezza: «La prima cosa è essere squadra e formare un gruppo forte. Lo scorso anno, nei momenti complicati vissuti dal Genoa, fu proprio l’unione dello spogliatoio ad aiutarci. Qui ho ritrovato lo stesso spirito. La seconda componente è la qualità dei calciatori, soprattutto di quelli offensivi, perché possono decidere una partita in pochi minuti. Anche il Frosinone dispone di giocatori di grande valore e sono fiducioso».
Il trasferimento in Ciociaria, ha precisato il centrocampista, è nato da una richiesta precisa della società giallazzurra: «L’unica squadra è stata il Frosinone. Prima di allora non avevo neppure affrontato il discorso mercato con il Genoa. Il club mi ha cercato e voluto fortemente e sono molto contento di questa scelta».
Infine, Masini ha indicato i compagni che lo hanno maggiormente impressionato durante gli allenamenti: «Conoscevo già tutti perché seguivo sia la Serie A sia la Serie B, ma Calò mi ha colpito: ha un piede veramente superiore alla media. Fares, invece, possiede un cambio di passo impressionante. Negli esercizi individuali è davvero difficile riuscire a stargli dietro».