Home Politica IA e agricoltura. Aldo Mattia: “L’intelligenza artificiale non deve sostituire l’uomo”

IA e agricoltura. Aldo Mattia: “L’intelligenza artificiale non deve sostituire l’uomo”

Alla Camera, il deputato di Fratelli d’Italia Aldo Mattia ha tracciato una linea chiara tra innovazione e salvaguardia del lavoro agricolo

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Nel dibattito sempre più attuale sul rapporto tra innovazione tecnologica e mondo agricolo, anche la politica è chiamata a prendere posizione. Di intelligenza artificiale, agricoltura di precisione e tutela del lavoro umano si è parlato nel corso di un convegno svoltosi alla Camera dei Deputati, dove il tema dello sviluppo tecnologico applicato al settore primario è stato affrontato mettendo al centro il ruolo dell’uomo, delle imprese e della sovranità alimentare.

In questo contesto si inserisce l’intervento del deputato di Fratelli d’Italia Aldo Mattia, responsabile del dipartimento agricoltura del partito, che ha tracciato una linea chiara tra innovazione e salvaguardia del lavoro agricolo.

“L’intelligenza artificiale non deve sostituire l’uomo ma potenziare il ruolo di chi lavora la terra – dichiara il deputato Aldo Mattia – perché l’IA deve rappresentare un’opportunità per le imprese. Siamo contrari a un’innovazione che sostituisca il lavoro delle persone. E’ necessario coniugare sovranità alimentare e agricoltura di precisione, in modo da trasformare l’agricoltore in una sentinella tecnologica che sia in grado non solo di aumentare la produttività e difendere il Made in Italy contro la diffusione dei cibi sintetici ma anche di monitorare in tempo reale la salute del suolo per prevenire i rischi di dissesto ecologico e tutelare attivamente la biodiversità. E’, altresì, necessario porre limiti alla concentrazione del potere in poche mani e contrastare i monopoli tecnologici: limiti normativi ed etici allo sviluppo dell’IA per evitare il rischio che pochi grandi colossi privati arrivino a detenere il monopolio dei dati agricoli e ambientali. Lo Stato deve garantire che la tecnologia sia un bene accessibile a tutti e che l’algoritmo non si trasformi in un nuovo padrone ma sia sempre uno strumento regolato a tutela della libertà economica delle nostre imprese agricole”. – Ha concluso Mattia.

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