Al Stadio Benito Stirpe va in scena una partita intensa, piena di ribaltamenti emotivi e tecnici. Finisce 2-2 tra Frosinone ed Empoli, con i toscani capaci di mettere due volte la freccia e i giallazzurri bravi a restare aggrappati al match fino all’ultimo assalto. Un pareggio che racconta di una gara dai due volti: da una parte un Empoli brillante, tra le squadre più convincenti viste allo Stirpe in questa stagione; dall’altra un Frosinone meno fluido del solito, ma determinato a non cedere.
Empoli aggressivo e più rapido nelle scelte
L’approccio degli ospiti è stato di alto livello: pressione organizzata, linee corte e grande velocità nel ribaltare l’azione. In mezzo al campo si è avvertita la differenza in termini di fisicità e dinamismo, proprio quell’aspetto su cui nel post gara si è soffermato anche Massimiliano Alvini. L’Empoli ha lavorato bene sulle corsie, costringendo i padroni di casa a rincorrere e creando spesso situazioni di parità numerica in campo aperto che hanno messo in affanno la retroguardia giallazzurra.
Il vantaggio firmato da Shpendi è nato proprio da una superiorità fisica in area, mentre la manovra toscana ha continuato a produrre pericoli grazie a inserimenti e ripartenze condotte con qualità. Non è un caso che il Frosinone abbia faticato soprattutto nella prima frazione, dove la costruzione è apparsa più prevedibile e meno incisiva sulle fasce.
Palmisani, baluardo decisivo
Se la gara è rimasta in equilibrio fino alla fine, gran parte del merito va a Palmisani. Il portiere giallazzurro è stato determinante sin dai primi secondi, con un intervento che ha evitato un avvio in salita, per poi ripetersi in almeno altre due circostanze decisive. Sicurezza tra i pali, reattività e personalità: una prestazione che ha tenuto in vita la squadra nei momenti più complicati.
Reazione di carattere e uomini chiave
Nonostante le difficoltà, il Frosinone ha saputo reagire. Il pari arrivato a ridosso dell’intervallo con Kvernadze ha avuto un peso specifico enorme, sia sul piano psicologico sia su quello tattico. Nella ripresa, dopo il nuovo sorpasso ospite, è stato ancora una volta Koutsoupias a caricarsi la squadra sulle spalle: inserimento puntuale, freddezza sotto porta e settimo centro stagionale per un centrocampista che sta vivendo una stagione di grande maturità.
Il greco si conferma elemento imprescindibile nello scacchiere di Alvini, capace di incidere nei momenti chiave. Bene anche chi è subentrato nella parte finale, con energie fresche utili per l’assalto conclusivo, anche se il guizzo per il 3-2 non è arrivato.
Ombre e margini di crescita
Non è stata la miglior serata per alcuni interpreti, soprattutto sugli esterni difensivi, dove l’Empoli ha trovato spazi e superiorità con continuità. In mezzo al campo, per lunghi tratti, i giallazzurri sono stati ingabbiati e costretti a forzare giocate meno naturali. Anche davanti è mancata un po’ di lucidità nelle occasioni più nitide.
Eppure, al netto degli errori, non c’è spazio per i drammi. Il campionato del Frosinone resta di altissimo profilo e questo pareggio, contro un avversario in grande condizione, mantiene i giallazzurri in vetta alla classifica in attesa delle altre.
Il messaggio è chiaro: continuare a crederci, lavorare sui dettagli – centimetri e chilogrammi compresi – e trasformare partite come questa in ulteriori passi avanti. Perché se l’Empoli ha mostrato qualità e organizzazione, il Frosinone ha ribadito di avere carattere e ambizione. E la strada è ancora tutta da scrivere.
