Un sollecito dettagliato, che non lascia niente indietro, con cui la Dirigente Scolastica dell’IIS “Tulliano” di Arpino, avv. Paola Materiale incalza sul termine degli interventi di riqualificazione assolutamente non rispettati: l’auspicio era che al rientro dalle festività natalizie il cantiere fosse concluso, così come anzitempo stabilito. Ciò non è stato ed, oltre ai disagi patiti da studenti, famiglie e personale scolastico, la dirigente evidenzia quanto le lungaggini dei lavori interferiscano con le attività didattiche: in particolare tutti i laboratori risultano impraticabili.
La nota è indirizzata all’attenzione del Presidente dell’Amministrazione Provinciale Luca Di Stefano, dell’Ufficio Tecnico dell’ente ed alle altre parti coinvolte nonché, per conoscenza, all’U.S.R. ed al sindaco del comune di Arpino, con oggetto “Lavori PNRR in corso presso l’edificio ITIS di Arpino. Doglianze per il mancato rispetto dei termini convenuti e per l’impossibilità di adempiere a tutti gli obblighi scolastici”.
Di seguito il testo completo.
«Si fa seguito alla nota di questa Istituzione scolastica prot. n. 88 dell’8 gennaio 2026 per lamentare ancora una volta la grave situazione dei locali scolastici della sede ITIS. Va premesso che le seguenti scuole secondarie superiori di Arpino sono attualmente ospitate in edifici messi a disposizione dal Comune. Infatti la Sezione Odontotecnico dall’inizio del corrente anno scolastico è accolta in locali ritagliati nell’edificio adibito a scuola secondaria di primo grado, con tutti i problemi di convivenza e di interferenza con la normale attività della scuola titolare dell’edificio. Le Sezioni Liceo Classico e Liceo Scientifico possono godere di locali per fortuna messi a disposizione dal Comune, al quale va dato atto dell’attenzione sempre riservata al buon funzionamento delle scuole cittadine. Resta la Sezione ITIS per Chimici. Codesta Provincia, tramite suoi funzionari responsabili, ha sempre assicurato l’esecuzione in tempo utile di tutti gli interventi necessari, e comunque, al massimo, entro la ripresa dell’attività didattica dopo le vacanze di Natale».
La Dirigente Scolastica bacchetta la Provincia: «Premesso che i lavori negli edifici scolastici vanno programmati e realizzati, di norma, tra la chiusura dell’anno scolastico a giugno e la ripresa dell’attività scolastica a settembre, senza interferire con le normali attività didattico-educative, nell’ITIS per Chimici si è constatato addirittura che attualmente e da tempo è impiantato il cantiere, ma non è dato sapere se e quando verranno ultimati i lavori previsti.
Tra le conseguenze più eclatanti spicca l’impossibilità di utilizzare nemmeno uno dei nove laboratori; e dire che siamo non solo in un istituto per chimici, ma nell’Istituto per Chimici di Arpino, vanto della Provincia e di tutto il territorio! Lo stesso vale per la Sezione Odontotecnico! Non ci vuole tanto a rendersi conto che si è in presenza di un vero e proprio prolungato tradimento delle esigenze primarie reclamate da tutta la comunità scolastica arpinate. La sottoscritta ha sempre creduto in perfetta buona fede alle rassicurazioni della Provincia, ma allo stato attuale si vede costretta a segnalare le responsabilità e le inadempienze dell’Ente, con l’esplicita dichiarazione che l’attuale situazione non è più tollerabile. Solo il senso di responsabilità degli studenti e dei loro genitori e lo spirito di collaborazione e di sopportazione di cui è animato tutto il restante personale della scuola hanno finora evitato forme eclatanti di protesta; ora la disponibilità e la responsabilità di tutti non sono ulteriormente esigibili.
Gli studenti della scuola secondaria superiore di Arpino hanno il sacrosanto diritto di poter acquisire quelle conoscenze e competenze che li hanno indotti alla consapevole determinazione di scegliere Arpino per la loro crescita umana e culturale. È esattamente quello che esigono anche i loro genitori, il personale della scuola e la grande comunità arpinate. Non resta che confidare in uno scatto di orgoglio e di ossequio ai propri sacrosanti obblighi, per contribuire alla formazione di una società del domani più responsabile, rispettosa dei propri doveri e delle istituzioni. Ci si scusa per l’amarezza e si saluta distintamente». *Foto di repertorio
