A Fiuggi la Polizia di Stato ha denunciato un uomo di 26 anni per maltrattamenti in famiglia e tentata estorsione nei confronti della nonna, oltre che per violenza e lesioni a pubblico ufficiale.
L’intervento degli agenti del Commissariato di pubblica sicurezza cittadino è scattato a seguito di una segnalazione giunta alla sala operativa per una lite in famiglia. Una volta sul posto, i poliziotti sono riusciti a bloccare il giovane, il cui stato di forte agitazione ha reso necessario anche l’intervento del personale sanitario per gli accertamenti del caso.
Dalla ricostruzione effettuata dagli agenti è emerso che la donna subiva già da alcuni giorni comportamenti vessatori da parte del nipote, che aveva deciso di ospitare in casa con l’intento di aiutarlo nel percorso di disintossicazione dopo la recente scarcerazione. Alla luce della gravità della situazione è stato attivato il protocollo previsto dal cosiddetto “codice rosso”, con richiesta di un provvedimento urgente di divieto di avvicinamento nei confronti dell’uomo.
Frosinone – La Polizia di Stato esegue una misura di custodia cautelare in carcere nei confronti di un uomo
Un ulteriore intervento della Polizia di Stato si è registrato a Frosinone, dove nella mattinata odierna è stata eseguita una misura di custodia cautelare in carcere nei confronti di un uomo già sottoposto al regime degli arresti domiciliari.
L’aggravamento della misura si è reso necessario dopo che il soggetto non era stato trovato presso la propria abitazione nel corso di un controllo effettuato dal personale della Squadra Volante, agli ordini del Dirigente Dott. Gianluca Di Trocchio, risultando irreperibile anche telefonicamente. In un successivo controllo i poliziotti hanno poi riscontrato la presenza dell’uomo in casa. Alla richiesta di spiegazioni circa la precedente assenza, il soggetto avrebbe fornito giustificazioni ritenute poco credibili. Alla luce di quanto emerso, è stato quindi richiesto e disposto l’aggravamento della misura cautelare.
È obbligo rilevare che le persone coinvolte sono, allo stato, solamente indiziate di delitto e la loro posizione sarà definitivamente vagliata in sede giudiziaria: solo con una sentenza passata in giudicato potrà essere eventualmente riconosciuta la colpevolezza, nel rispetto del principio costituzionale della presunzione di innocenza.
