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Omicidio Bricca: “La causa di Thomas è la causa di tutti”. L’appello di mamma Federica e zio Lorenzo – VIDEO

Alatri - Venerdì la Corte d'Appello si pronuncerà sui ricorsi depositati sia dalla Procura che dalla difesa di Mattia e Roberto Toson

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Il prossimo venerdì, 9 gennaio, la Corte d’Assise d’Appello di Roma è chiamata a pronunciarsi sui ricorsi depositati da entrambe le parti in causa nell’omicidio del giovane studente di Alatri, Thomas Bricca, 19 anni, ucciso nella sua città la sera del 30 gennaio 2023: sia la Procura che i legali della difesa hanno impugnato la sentenza emessa lo scorso maggio dalla Corte d’Assise di Frosinone, presieduta dal giudice Francesco Mancini, che ha visto la condanna degli unici due imputati, ergastolo per Roberto Toson e 24 anni per Mattia, rispettivamente padre e figlio. Secondo i giudici di primo grado, il padre avrebbe guidato lo scooter mentre il figlio è stato individuato come l’esecutore materiale, avrebbe premuto lui il grilletto contro Thomas, mirando alla testa ed esplodendo il proiettile che lo ha ucciso.

Il Pubblico Ministero, dr.ssa Rossella Ricca, aveva chiesto il massimo della pena per entrambi. La riduzione concessa a Mattia, legata al riconoscimento delle attenuanti generiche, ha spinto la Procura ad impugnare la decisione, chiedendo in appello la condanna all’ergastolo anche per lui. Sul fronte opposto gli avvocati difensori, Umberto Pappadia ed Angelo Testa, hanno richiesto l’assoluzione oppure, in subordine, la riqualificazione del reato da omicidio volontario a preterintenzionale o colposo per ottenere una riduzione della pena.

L’appello di mamma Federica e zio Lorenzo

A poche ore dalla sentenza che verrà pronunciata dalla Corte d’Appello, mamma Federica e suo fratello Lorenzo, lei madre di Thomas e lui lo zio che lo ha visto crescere, lanciano un accorato appello rivolto sia alla comunità che alla magistratura. Un richiamo alle responsabilità, una sollecitazione ad essere uniti in una “battaglia” che riguarda tutti. «I legali della difesa hanno avanzato la richiesta di assoluzione o derubricazione del reato per ottenere uno sconto di pena importante. Le loro argomentazioni sono le stesse, già superate nella prima fase, già ritenute inconsistenti e prive di fondamento dalla Corte che li ha condannati. L’impianto accusatorio fornito in prima udienza, invece, è risultato solido, coerente ed assolutamente convergente, non ha lasciato scampo ai colpevoli. Ci rivolgiamo a voi, alla comunità di Alatri, sentendo il dovere morale e civile in un momento delicato e decisivo per la nostra città: dobbiamo essere uniti nel difendere la verità e per scongiurare qualsiasi ipotesi di rimessa in libertà di soggetti socialmente pericolosi, pericolosi per tutti. Lo dobbiamo ai nostri giovani, alla sicurezza, al futuro stesso della città. Siamo fiduciosi e speranzosi, convinti che non ci saranno stravolgimenti e la Corte di Appello confermi le pene per coloro che si sono macchiati di un crimine così feroce, un’esecuzione senza pietà».

Zio Lorenzo continua ed aggiunge: «Sia chiaro, se così non fosse, ci troveranno pronti alla prossima battaglia. Ci teniamo a ricordare che la Magistratura è chiamata ad assumersi le proprie responsabilità in materia di sicurezza della collettività. Thomas è diventato la coscienza di questa città: la verità non si processa, la verità si difende. Difendere la verità significa difendere la giustizia, la sicurezza e la dignità di tutti noi cittadini. Noi non arretriamo».

Alle sue spalle, nel video, mamma Federica rilancia «Giustizia per Thomas, continuate a sostenerci in questa battaglia. Stare accanto a noi significa stare dalla parte della verità e della giustizia: questi atti devono necessariamente essere puniti adeguatamente. Non si può lasciar credere a certi soggetti che possano rimanere impuniti. Non auguro a nessuno il dolore che sto vivendo per la morte di mio figlio, ucciso da dei balordi senza scrupoli. La causa di Thomas è la causa di tutti».

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