Un gesto nato dal dolore, ma trasformato in qualcosa di concreto per prendersi cura degli altri. È quello compiuto dalla famiglia di un paziente della Cardiologia dell’Ospedale di Sora, che ha scelto di lasciare un dono destinato a chi, in futuro, si troverà a vivere gli stessi momenti delicati affrontati dal proprio caro.
La moglie del paziente, che gli è stata accanto durante ripetuti e lunghi ricoveri, insieme alla famiglia ha deciso di donare alla Cardiologia dell’ospedale comode e tecnologiche poltrone, pensate per agevolare la mobilizzazione in sicurezza dei pazienti e, allo stesso tempo, garantire maggiore comfort ai familiari che scelgono di rimanere accanto ai propri cari durante la degenza.
Un gesto concreto, dunque, ma soprattutto carico di significato. Perché dietro quelle poltrone c’è una storia di dolore, di presenza e di amore che continua anche oltre l’assenza. La famiglia ha scelto di mantenere l’anonimato. La signora A. e i suoi familiari non hanno voluto rendere pubblici i propri nomi, ma l’ASL di Frosinone ha deciso comunque di raccontare il loro gesto e rivolgere loro un ringraziamento pubblico.
Ad accompagnare la donazione, una lettera che racchiude il senso più profondo della scelta compiuta dalla famiglia. “Dal cuore vivo di D. e di chi ne prosegue il palpito, un semplice grazie a chi va oltre ogni regola e mette al primo posto la persona: la scuola vera di chi ha dato la sua vita per farci vivere la nostra”.
Parole che trasformano una donazione in un messaggio rivolto all’intera comunità sanitaria. Un modo per dire grazie a chi, durante i ricoveri, non si limita alla cura clinica, ma continua a mettere al centro la persona, la sua dignità, le sue fragilità e anche il bisogno di avere accanto qualcuno nei momenti più difficili.
Le nuove poltrone saranno a disposizione della Cardiologia dell’Ospedale di Sora, contribuendo a rendere più sicura la mobilizzazione dei pazienti e più accogliente la permanenza dei familiari. Un’eredità silenziosa, scelta nel rispetto dell’anonimato, ma che attraverso questo gesto continua a parlare. Quella di un uomo che non c’è più e di una famiglia che ha scelto di trasformare il dolore della perdita in qualcosa che potrà essere utile agli altri. Una forma di amore che, anche dopo l’assenza, continua così a prendersi cura.