Un articolo sull’assessore di Frosinone Alessia Turriziani che metteva in evidenza la differenza tra chi occupa una poltrona e chi fa politica nel senso più alto e più scomodo del termine. Lo abbiamo pubblicato qualche settimana fa e ne è nato un acceso dibattito. – LEGGI QUI.
In particolare, numerosi lettori, si sono chiesti ed hanno chiesto alla nostra Redazione chi fossero i “colleghi della Turriziani” che si negano al telefono. Ed è proprio da qui, da questa richiesta, da questa curiosità, che nasce “Palazzo e cornetta”. Perché rispondere alla stampa significa, prima di tutto, rispondere all’opinione pubblica. Significa dare conto delle proprie scelte ai cittadini e dunque agli elettori, chiarire, spiegare, assumersi la responsabilità delle decisioni prese o non prese.
Nel nostro lavoro quotidiano il telefono non è solo uno strumento: è il termometro della disponibilità istituzionale. C’è chi risponde sempre, anche quando la domanda è scomoda. C’è chi richiama. Chi è poco disponibile. E c’è chi, invece, sceglie il silenzio. Così abbiamo deciso di stilare, con un pizzico di ironia ma basandoci su esperienze concrete, la nostra personale classifica della “telefonabilità” di alcuni degli amministratori della provincia di Frosinone.
“Una voce oltre la notizia” è il claim di Frosinone News e chi quella voce non vuole farla sentire non solo non risponde ai giornalisti, non risponde neppure ai cittadini.
Podio ai più disponibili: sempre pronti a metterci…la voce
- Riccardo Mastrangeli, sindaco di Frosinone
Numero uno indiscusso. Risponde sempre, anche alle telefonate più delicate e scomode. Se non può farlo nell’immediato, richiama in tempi rapidi. Emblematico un episodio di qualche mese fa: a chiamata abbiamo esordito “Sindaco la disturbiamo?”; era sotto la pioggia, con le buste della spesa in mano ma ha trovato comunque il modo di ascoltarci, dare risposte e provare a cercare soluzioni. Educazione, aplomb e disponibilità costante.
- Luca Di Stefano, presidente della Provincia e sindaco di Sora
Doppio incarico, doppio impegno. Nonostante ciò, risponde con regolarità, educazione e tempestività. Quando serve, indirizza agli uffici competenti: molto valida l’organizzazione di quelli provinciali, qualche intoppo per gli uffici comunali di Sora che ogni tanto hanno qualche “amnesia”. Ma la disponibilità personale di Di Stefano non viene meno. Mai. Secondo posto meritato.
- Marco Colucci, sindaco di Ceprano
Sul podio per empatia, disponibilità e tono sempre misurato. Risponde al primo o al massimo al terzo squillo. Anche nelle situazioni più complesse mantiene calma e cordialità. Per un giovane amministratore, un approccio che rappresenta un punto di forza. Fa parte del trio vincente.
Top ten: gli altri tra i primi dieci
- Lucio Fiordalisio, sindaco di Patrica
Determinato e diretto. Non si sottrae, soprattutto quando si tratta di difendere il territorio, anche di fronte a realtà importanti o multinazionali. Posizione chiara, disponibilità costante. Ha sempre risposto al telefono senza mai aver avuto bisogno di richiamare. Rientra a pieno titolo nella top ten che, a parte il trio sul podio, non è stilata con posizioni dalla quarta alla decima ma vede sullo stesso piano i restanti amministratori.
- Andrea Querqui, sindaco di Ceccano
Da meno di un anno alla guida di una città “ammaccata”, dopo una pesantissima inchiesta giudiziaria. Cordiale, educato e disponibile, non si tira indietro davanti a nessuna telefonata. Le rare volte in cui non risponde richiama tempestivamente. Riflessivo, attento a criticità e necessità. Da Palazzo Antonelli alla top ten di “Palazzo e cornetta”.
- Pierino Liberato Serafini, sindaco di Fontechiari
Medico tra i più validi e stimati e sindaco, dunque impegni continui. Nonostante questo riesce a rispondere con rapidità. Piccolo comune, grande attenzione alla comunicazione. E questo fa la differenza.
- Paolo Fallone, sindaco di San Giovanni Incarico
Presenza costante. Anche nel suo comune le emergenze sono meno frequenti rispetto ai centri più grandi, ma non si sottrae mai al confronto. Sempre sul campo, vicino ai cittadini e disponibile. “Reperibile” anche nei festivi.
- Maurizio Cianfrocca, sindaco di Alatri
Sa già che quando lo contattiamo c’è qualche “gatta da pelare” dall’altra parte della cornetta eppure non si tira indietro. Non sempre le soluzioni possono essere immediate, ma la disponibilità al dialogo c’è. Risponde, ascolta.
- Pancrazia Di Benedetto, sindaco di Campoli Appennino
Vicina ai cittadini della sua piccola e ridente comunità. Anche quando è in vacanza il “telefono non piange” e sa sempre a chi delegare. Le risposte arrivano tempestivamente, sia al telefono che nei fatti. In una classifica che vede tutti sindaci uomini – non per scelta ma perché i Comuni ciociari sono quasi tutti guidati da uomini – la Di Benedetto è l’unica donna sindaco della top ten.
- Daniele Natalia, sindaco di Anagni
Anche il sindaco della città dei Papi è tra quelli che non temono il confronto. Non si nega al telefono ed è sempre disponibile e collaborativo. Tra i primi dieci sindaci ciociari per “telefonabilità”.
Gli ultimi non saranno i primi…a rispondere
- Domenico Alfieri, sindaco di Paliano
Non è proprio tra quelli con cui “piange il telefono”. Qualche volta risponde, altre no e quando lo fa il tono è sempre molto distaccato. Senza slanci né voglia di collaborare. Ma magari non gli stiamo simpatici. Finisce in fondo alla classifica che, come per i sette della top ten, vede in ordine sparso gli ultimi che…non saranno i primi.
- Enzo Salera, sindaco di Cassino
Sotto la sufficienza: quando la linea resta muta. Con noi la comunicazione è praticamente assente. Una scelta legittima, ma che incide inevitabilmente sulla percezione di disponibilità anche da parte dei lettori.
- Massimiliano Quadrini, sindaco di Isola del Liri
Anche il sindaco della città delle cascate non brilla per disponibilità e voglia di confronto. Sempre sulla difensiva. Nelle rare volte in cui risponde riusciamo a strappargli la promessa di un confronto che poi puntualmente non arriva. Siamo giornalisti non serial killer di sindaci!
- Vicesindaco Scaccia e assessore Retrosi, Comune di Frosinone
Il sindaco di Frosinone guida la classifica, loro la chiudono. Finiscono a pieno titolo in “Palazzo e cornetta” perché, pur non essendo sindaci, le dinamiche di palazzo ormai le conoscono da decenni. E tutto, ricordiamo, era partito dai “colleghi della Turriziani che si negano al telefono”. Il vicesindaco Antonio Scaccia non risponde. Mai. L’assessore Angelo Retrosi ha risposto in pochissime occasioni ma, quando capisce che le questioni si fanno spinose, tende a defilarsi.
Naturalmente questo è il racconto di un’esperienza giornalistica quotidiana non una sentenza. Ma una cosa è certa: la disponibilità al confronto è parte integrante del ruolo pubblico. Perché ogni chiamata non è solo una richiesta della stampa. È, in fondo, la voce dei cittadini che chiede di essere ascoltata.
