«Su Piazza Labriola non chiediamo più confronti che evidentemente non si sono voluti aprire. Ma ci sono due dati che nessuna Amministrazione dovrebbe permettersi di ignorare: l’Isola Verde Digitale ha incontrato il favore della città e, secondo le valutazioni progettuali, potrebbe essere realizzata impiegando circa il 30% di risorse in meno rispetto a quelle previste per il solo primo step del progetto dell’amministrazione comunale. Un elemento che merita attenzione, soprattutto perché a chiedere più verde, più ombra e una piazza più vivibile sono gli stessi cittadini che hanno affidato a questa maggioranza la responsabilità di governare Cassino».
Paola Polidoro, per Jammi Cassino, torna sul futuro della piazza e sulla sostenibilità economica della proposta: «Riteniamo inoltre che, lavorando ancora sui materiali, sulle soluzioni tecniche e sull’ottimizzazione delle opere, si possa verificare concretamente la possibilità di arrivare fino al 50% in meno delle risorse previste per il solo primo step. È un obiettivo da approfondire tecnicamente, non un risultato che diamo per acquisito. Ma sarebbe quantomeno irresponsabile non considerare questa possibilità».
«L’Isola Verde Digitale prevede molte alberature di diverse essenze, selezionate per garantire ombra, crescere in tempi relativamente rapidi e resistere alle temperature elevate e ai possibili periodi di siccità. Specie adatte al contesto urbano e alle caratteristiche climatiche di Cassino, insieme a sedute, postazioni attrezzate e nuovi servizi. Il verde non può servire soltanto a migliorare un rendering. Deve produrre ombra, mitigare le temperature e permettere alle persone di vivere la piazza anche durante le nostre estati».
Polidoro interviene quindi sull’annuncio secondo cui oltre il 40% della superficie della nuova piazza sarebbe destinato al verde: «Ma quel 40% cosa significa concretamente? Quanti alberi ci saranno? Quanta superficie sarà realmente verde e, soprattutto, quanta parte della piazza sarà ombreggiata? Se, per fare un esempio, gli alberi fossero 15 e aumentassero del 40%, diventerebbero 21: appena sei in più. Non sarebbe certo una rivoluzione green».
«Per onestà intellettuale, le indicazioni che arrivano dalla città non possono essere liquidate o ignorate solo perché mettono in discussione scelte già compiute. Governare significa assumersi la responsabilità di decidere, ma anche quella di ascoltare e, quando necessario, correggere. Il consenso ricevuto alle elezioni affida il governo della città, non una delega in bianco. E riconoscere che una proposta diversa può contenere elementi utili non rappresenta una sconfitta politica: rappresenta maturità amministrativa. Piazza Labriola resterà ai cittadini molto più a lungo di qualsiasi Amministrazione. È per loro che va progettata. Ed è dalla loro voce che, fino all’ultimo momento utile, bisognerebbe avere il coraggio di ripartire».