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Procura di Cassino, la svolta di Fucci: “Serve un procuratore aggiunto. Più uomini e un presidio stabile di legalità”

Dialogo con i sindaci, coordinamento tra le forze dell’ordine e una Procura più forte per monitorare Cassino, Formia e il Sud Pontino

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Dietro la richiesta di un potenziamento della Procura di Cassino non c’è solo una questione numerica, ma una lettura lucida del territorio. Il procuratore capo Fucci non usa giri di parole: «Cassino è stata sottovalutata».

I numeri parlano chiaro. «Il bacino ufficiale è di circa 400 mila persone, ma per quasi metà dell’anno supera il milione di presenze», spiega. A questo si aggiunge un elemento spesso ignorato: «la qualità delle presenze criminali».

Oggi la Procura può contare su otto sostituti, con un nono in arrivo a giugno grazie al Consiglio Superiore della Magistratura. «È un segnale importante», riconosce Fucci, «ma non sufficiente. Questo territorio avrebbe bisogno di almeno 14–15 magistrati».

La carenza di organico non riguarda solo la magistratura. «Se un commissariato dovrebbe avere 70 uomini e ne ha 40, significa che quotidianamente operano pochissime unità», osserva. «Non è solo un problema numerico, ma di perdita di conoscenza del territorio e di esperienza investigativa».

Da qui l’importanza di far lavorare insieme tutte le forze dell’ordine. «Il problema è strutturale», spiega Fucci, ricordando come anni di mancati concorsi abbiano creato un vuoto generazionale. In questo quadro, il coordinamento diventa l’unico moltiplicatore di efficacia.

Non a caso, Fucci non esclude soluzioni straordinarie. «Non sono pregiudizialmente contrario all’impiego dell’Esercito a supporto delle forze dell’ordine», afferma, ricordando l’esperienza positiva maturata a Caserta. «Nel frattempo, l’unica strada è il lavoro sinergico».

Un lavoro che, nelle intenzioni del procuratore, dovrebbe essere rafforzato anche con l’istituzione di una sezione di Pg contro la criminalità organizzata, composta da personale interforze e che si possa rapportare con la Direzione Investigativa Antimafia di competenza territoriale. Una struttura stabile, capace di monitorare fenomeni come il traffico di stupefacenti e le infiltrazioni economiche.

«Abbiamo riscontrato la presenza significativa di gruppi criminali, anche di origine rom, coinvolti nel traffico di stupefacenti e in altre attività illecite», spiega Fucci. «È un fenomeno che va monitorato con attenzione».

Violenza tra i minori

Accanto alla criminalità organizzata, il procuratore lancia però un altro allarme: la violenza tra minori. Un fenomeno che non può essere letto solo in chiave giudiziaria. «Le cause sono molteplici», sottolinea. «Il cattivo uso dei social, che diventano veicoli di violenza, l’uso di sostanze stupefacenti e quello smodato di alcolici alterano la capacità percettiva e incidono sui più elementari meccanismi inibitori».

Un contesto che produce, secondo Fucci, «la banalità del male», aggravata da un elemento decisivo: «l’esempio negativo degli adulti, di tutti i ruoli e ambienti sociali, è devastante».

Per questo il procuratore insiste sul fattore culturale. «Ritengo che sia indispensabile per invertire la rotta». Centrale il ruolo della scuola, «luogo ove si insegna a pensare e si educa a comprendere», e quello della famiglia, «luogo di esempio e di educazione affettiva», in una sinergia che deve essere sostenuta concretamente.

Il messaggio finale è anche politico. «La politica dovrebbe effettuare scelte anche in questa direzione e non solo sul versante della repressione». Perché il rafforzamento della Procura di Cassino, del coordinamento tra le forze dell’ordine e degli strumenti investigativi è fondamentale, ma da solo non basta se non si accompagna a una visione più ampia.

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