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Quando il cuore corre prima delle gambe: alla “Mezza Ciociara” i Vigili del Fuoco spingono la speranza contro la SLA

Stefano Antonucci ha spinto la carrozzina del collega Riccardo Liburdi. Una gara diventata simbolo di forza, amicizia e solidarietà

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Frosinone – Non tutte le corse si misurano con il cronometro. Alcune si misurano con il cuore. E quella andata in scena ieri, 25 gennaio, per la decima edizione della “Mezza Ciociara” è stata una di quelle che lasciano il segno.

Tra i tanti atleti al via, in mezzo a una città trasformata in un grande abbraccio sportivo, c’era anche il Comando dei Vigili del Fuoco di Frosinone. Ma soprattutto c’erano loro: il vigile coordinatore Stefano Antonucci e il collega Riccardo Liburdi, affetto da SLA. Stefano ha corso spingendo la carrozzina di Riccardo, passo dopo passo, fatica dopo fatica, trasformando una gara in un messaggio potentissimo.

Non una semplice partecipazione, ma una testimonianza. Di amicizia, di spirito di corpo, di quella umanità silenziosa che spesso si nasconde dietro una divisa e che ieri si è mostrata a tutti, lungo le strade di Frosinone, tra gli applausi e gli occhi lucidi di chi ha capito che stava assistendo a qualcosa che andava oltre lo sport.

La Mezza Ciociara, giunta alla sua decima edizione e diventata quest’anno Campionato Nazionale AICS, ha confermato ancora una volta la sua vocazione non solo agonistica ma anche sociale. Accanto alla competizione ufficiale, la città ha vissuto una giornata di festa, inclusione e partecipazione, con iniziative solidali, atleti speciali, camminate non competitive e un percorso pensato per essere davvero accessibile a tutti.

In questo contesto già carico di significati, la corsa di Antonucci e Liburdi è diventata il simbolo più forte. Per l’occasione sono stati anche raccolti fondi a favore dell’associazione “Corro contro la SLA”, perché la battaglia contro questa malattia non si combatte solo nei reparti ospedalieri, ma anche così: rendendola visibile, condivisa, umana.

Frosinone ha applaudito una gara. Ma soprattutto ha applaudito una lezione. Quella che dice che si può andare avanti anche quando sembra impossibile. Che nessuno deve essere lasciato indietro. E che, a volte, il traguardo più importante non è quello segnato sul percorso, ma quello che si raggiunge dentro le persone.

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