Questo Frosinone non muore mai: dal dominio alla paura, poi l’urlo liberatorio dello Stirpe

Contro il Venezia i giallazzurri sprecano il doppio vantaggio, ma trovano la forza di reagire e conquistano una vittoria dal peso enorme

Il Frosinone si prende tre punti pesantissimi al termine di una partita incredibile, superando il Venezia per 3-2 dopo aver dominato a lungo, rischiato di compromettere tutto e trovato infine la forza per riprendersi la vittoria. Una serata che conferma qualità, personalità e carattere della squadra di Alvini, capace di reagire nel momento più complicato e di far esplodere lo “Stirpe” con il guizzo decisivo di Kvernadze.

Tra i principali artefici del successo c’è Oyono, padrone della corsia destra e autore di due assist che hanno indirizzato la sfida. Dall’altra parte Bracaglia ha garantito equilibrio e attenzione, rendendosi protagonista anche di un salvataggio sulla linea dal peso enorme. Al centro Cittadini ha disputato una gara concentrata e concreta, limitando Adams, mentre Calvani ha offerto una prova complessivamente solida, macchiata però dall’errore che ha favorito la rete di Sagrado. Palmisani, poco sollecitato per buona parte dell’incontro e senza responsabilità sui due gol incassati, ha trasmesso sicurezza nei concitati minuti conclusivi.

La regia lucida di Calò ha dato ordine alla manovra giallazzurra, ma a imprimere energia al centrocampo è stato soprattutto Masini. Il centrocampista ha macinato chilometri, recuperato palloni, accompagnato con continuità l’azione offensiva e servito a Raimondo un assist perfetto. Fini ha svolto con disciplina il proprio compito sulla fascia, mentre Schmid, pur entrando solo a tratti nel cuore della partita, ha lasciato intravedere ancora una volta una qualità tecnica fuori dal comune.

Positivo anche il contributo dei subentrati. Ghedjemis, accolto calorosamente dal pubblico, è entrato con il giusto atteggiamento e ha cercato subito la conclusione. Cichella ha aggiunto dinamismo e qualità in mezzo al campo, andando anche vicino al gol.

Davanti, Raimondo si è confermato implacabile. La doppietta rappresenta soltanto la parte più evidente di una prestazione completa, fatta anche di duelli, sacrificio e prezioso lavoro per consentire alla squadra di risalire il campo. Kvernadze, invece, ha unito forza, tecnica e continuità sulla corsia sinistra, mettendo il sigillo sulla serata con la rete del definitivo 3-2.

Il Frosinone ha mostrato per lunghi tratti un calcio brillante, soprattutto nel primo tempo, ma ha dovuto fare i conti con un passaggio a vuoto che ha rimesso improvvisamente il Venezia in partita. La risposta, però, è quella di una squadra vera: nessuna paura dopo il 2-2, ma la volontà immediata di tornare all’attacco e conquistare il successo. Alvini può sorridere per il gioco espresso e, soprattutto, per la capacità dei suoi uomini di rialzarsi dopo lo spavento. Una vittoria rocambolesca, sofferta e proprio per questo ancora più preziosa.

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Cristina Lucarelli
Cristina Lucarelli
Cristina Lucarelli, giornalista pubblicista, specializzata in sport ma con una passione anche per musica, cinema, teatro ed arti. Ha collaborato per diversi anni con il quotidiano Ciociaria Oggi, sia per l'edizione cartacea che per il web nonché con il magazine di arti sceniche www.scenecontemporanee.it. Ha lavorato anche come speaker prima per Nuova Rete e poi per Radio Day e come presentatrice di eventi. Ha altresì curato gli uffici stampa della Argos Volley in serie A1 e A2 e del Sora Calcio.

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