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Regione Lazio, il riassetto delle commissioni apre il rush finale della legislatura verso il 2028

Le novità nelle vicepresidenze di Maura e Zappone. Confermate le presidenze di Savo e Battisti. Ma l'attenzione è ormai puntata tutta al 2028

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Il rinnovo delle 17 commissioni consiliari alla Pisana apre di fatto la seconda fase della legislatura dell’amministrazione Rocca. Gli assetti sono rimasti sostanzialmente inalterati se non fosse per la riattribuzione di 6 vice-presidenze legate a mutamenti di casacca avvenuti nel frattempo da parte di alcuni eletti dopo il voto. Tra le novità c’è in questo senso il posto da numero 2 andato al consigliere ciociaro di FdI, Daniele Maura nella commissione Agricoltura ed Ambiente.

La vice presidenza della commissione speciale Pnrr e grandi eventi alla pontina Emanuela Zappone. Restano al loro posto la meloniana Alessia Savo alla Sanità e la dem Sara Battisti alla commissione speciale Edilizia popolare. Si sono svolte ieri al Consiglio regionale le sedute per il rinnovo degli uffici di presidenza delle 13 commissioni consiliari permanenti e delle 4 commissioni speciali della XII legislatura. Per la maggioranza, restano quindi le otto presidenze di Fratelli d’Italia, le tre di Forza Italia e una ciascuno per Lega, Lista civica Rocca e gruppo Misto. Per le opposizioni l’assetto è di due presidenze al Partito democratico e una a Verdi e Sinistra.

Passaggio del testimone avvenuto tra Schiboni e Calvi

Il presidente del Consiglio, Antonello Aurigemma ha ricordato come “il comma 4 dell’articolo 15 del Regolamento dei lavori del Consiglio regionale prevede che ‘le commissioni consiliari durano in carica trenta mesi e i loro componenti possono essere confermati con le medesime modalità’. Per questo motivo, a metà legislatura vengono rinnovati le composizioni e gli uffici di presidenza delle commissioni. Quanto alla giunta, come annunciato, si è dimesso l’assessore Giuseppe Schiboni, dopo la nomina nel Consiglio di amministrazione dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali. Il posto è andato all’ex coordinatore provinciale di Latina, Alessandro Calvi, vicino al senatore forzista Claudio Fazzone. Nel vertice di maggioranza di fine 2025, Francesco Rocca ha espresso la volontà di ricandidarsi alla guida della Regione Lazio per il 2028, con l’obiettivo di completare le riforme in ambito sanitario e finanziario. Rocca lo ha ripetuto più volte ai suoi invitandoli a serrare le fila e ad andare avanti.

Nella manovra economica la strategia elettorale per tentare la riconferma

Del resto il presidente ha approvato la manovra economica 2026-2028, tracciando le linee programmatiche per la fine della legislatura. Tra le misure previste con tempistica scientifica i contributi destinati alla realizzazione di opere pubbliche di interesse locale nelle annualità fino al 2030: interventi resi possibili anche dalla cancellazione dei debiti da parte del Governo Meloni per il rimborso delle anticipazioni di liquidità. Parliamo di una entità di alleggerimento del peso debitorio per 13 miliardi di euro circa. La misura principale prevista nella legge di stabilità riguarda un programma 486 milioni 445.862,81 euro finalizzato ad attuare interventi su viabilità e mobilità, infrastrutture pubbliche e sociali, sostenibilità ambientale, tutela delle risorse idriche, innovazione tecnologica e dell’edilizia residenziale pubblica. Ma riuscirà davvero Rocca a gestire anche in funzione di rielezione questo denaro?

L’atto di forza di Righini, uomo macchina della giunta e player sui territori

Va infatti detto che c’è un esponente che ha preso il ruolo di capo della macchina regionale non da oggi e che ha ormai avviato una campagna di radicamento personale e dei suoi sui territori. Sul fronte della produzione legislativa e deliberativa regionale non c’è dubbio che Giancarlo Righini faccia il lavoro maggiore o almeno quello più evidente. Termolese di 58 anni, laureato in Giurisprudenza, già consigliere comunale e assessore del Comune di Velletri, Righini è dal 2013 consigliere regionale. Assessore al Bilancio dall’inizio della legislatura Rocca, sulle spalle porta l’esperienza di 3 legislature e più votato alle ultime regionali. Da mesi lavora a mettere su una sua squadra di riferimento, ovviamente sempre all’interno di Fratelli d’Italia. La sua azione principale si svolge in provincia di Frosinone e le ultime elezioni per il rinnovo del consiglio a Palazzo Jacobucci hanno per la prima volta misurato la sua “forza”.

Ha vinto in termini relativi, anche grazie all’alleanza col deputato frusinate Aldo Mattia, piazzando come primo eletto l’isolano (di provenienza centrosinistra) Stefano D’Amore, ma nel complesso i ciociari degli altri gruppi (Fabio De Angelis, Massimo Ruspandini, Daniele Maura e Fabio Tagliaferri) conservano saldamente la maggioranza del partito. Ma siamo solo agli inizi delle conte. Per di più per tutti i protagonisti – da Rocca a Righini, a scendere – c’è la prospettiva del 2028 ma potrebbero spuntare sbocchi a livello di governo centrale oggi non pronosticabili.

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