È la Procura della Repubblica di Cassino a rimettere al centro il tema del contrasto al riciclaggio e all’evasione fiscale strutturata, puntando su un rafforzamento dell’attività di analisi preventiva e sulla conoscenza approfondita del tessuto economico locale. Nelle prossime settimane il procuratore capo Carlo Fucci convocherà nuovamente le associazioni di categoria, i commercianti e i rappresentanti istituzionali, tra cui la Camera di Commercio di Frosinone Latina, per riattivare un percorso di lavoro condiviso.
L’iniziativa nasce all’interno di una strategia precisa della Procura, orientata a superare una logica esclusivamente repressiva e a costruire strumenti utili a intercettare in anticipo i fenomeni di riciclaggio e di elusione fiscale. L’idea è quella di sviluppare un quadro informativo più strutturato, capace di distinguere le imprese realmente operative, che producono reddito e occupazione, da quelle che risultano formalmente attive ma prive di una reale presenza economica sul territorio.
Secondo l’impostazione delineata dalla Procura, si tratterebbe di un lavoro di mappatura conoscitiva, funzionale a rafforzare la capacità di lettura delle dinamiche economiche e a individuare con maggiore precisione le situazioni a rischio. Un passaggio ritenuto indispensabile in un contesto in cui il riciclaggio di capitali illeciti continua a rappresentare una delle principali modalità di infiltrazione nell’economia legale, anche attraverso imprese apparentemente regolari.
In questo percorso, la Camera di Commercio viene considerata un interlocutore essenziale per il patrimonio di dati, competenze e relazioni di cui dispone. L’ente camerale è chiamato a fornire supporto informativo e a favorire il coinvolgimento del mondo produttivo, contribuendo a evitare generalizzazioni e a tutelare le imprese che operano nel rispetto delle regole.
Il contrasto al riciclaggio costituisce uno degli assi portanti dell’azione del procuratore Fucci, insediatosi alla guida della Procura di Cassino lo scorso aprile. Un obiettivo ribadito in più occasioni pubbliche e condiviso anche con gli organismi investigativi specializzati, come la Direzione Investigativa Antimafia, chiamata a intervenire nei territori in cui emergono segnali di reimpiego di capitali di origine illecita.
La Procura punta così a rafforzare il presidio di legalità economica partendo dalla conoscenza del territorio: uno strumento ritenuto decisivo per rendere più efficace l’azione investigativa e, allo stesso tempo, per proteggere il mercato e la concorrenza da pratiche distorsive. Un percorso che si fonda sul dialogo istituzionale ma che resta saldamente guidato dall’iniziativa e dall’indirizzo della magistratura.
