L’analisi incrociata degli atti pubblicati sull’Albo Pretorio dell’Asl di Frosinone e dei decreti attuativi della Regione Lazio dipinge un quadro contorto per la riorganizzazione della sanità d’infrastruttura in provincia. Come noto, la rigida scansione del traguardo fissato dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) — Missione 6 “Salute” — impone la messa a terra di 17 Case della Comunità, 6 ospedali di Comunità e 5 Centrali Operative Territoriali (COT).
Da agosto sono in corso le attività di verifica e di acquisizione documentale delle evidenze probatorie necessarie alla rendicontazione del target sulle Case e degli Ospedali di comunità anche in Ciociaria. I fondi del Pnrr richiedono che le carte stiano a posto. La chiusura dei lavori deve riguardare almeno 1.038 Case e 307 Ospedali in tutt’Italia per evitare di dover restituire soldi a Bruxelles. Ma, come evidenziato anche dalla Fondazione Gimbe, ci sono differenze territoriali notevoli nell’attuazione.
A fronte di uno stanziamento complessivo per la rete territoriale che supera i 34,2 milioni di euro nella sola provincia (20,5 MLN per le CdC, 12,1 MLN per gli OdC e 1,6 MLN per le COT), le determine aziendali e le delibere registrano una forte frizione tra l’iter edilizio-progettuale e l’effettiva operatività dei servizi. Al di là delle inaugurazioni di strutture ereditate dalla stagione delle Case della salute (Frosinone, Pontecorvo, Anagni, Ceccano) risultano aperti cinque nuovi ambulatori infermieristici in Ciociaria.
La distribuzione degli investimenti e l’architettura dei servizi. I nodi amministrativi
L’infrastruttura territoriale dell’ASL di Frosinone è incardinata sulle direttive regionali stabilite con la Deliberazione di Giunta Regionale (DGR) n. 1005 e n. 1007 del 30/12/2021 e confermata dalla DGR n. 332/2022. La rete si articola su quattro distretti sanitari. Case di Comunità: Distr. A: Anagni, Fiuggi, Paliano. Distr. B: Frosinone, Ferentino, Ceprano, Veroli, Amaseno. Distr. C: Sora, Isola del Liri, Atina, Arpino, Monte S.G. Campano; Distr. D: Cassino, Pontecorvo, San Giorgio a Liri, Aquino. Ospedali di comunità: Anagni, Ceccano, Frosinone, Isola del Liri, Pontecorvo, Cassino. Centrali operative territoriali: Anagni, Frosinone (Viale Mazzini e Poliambulatorio), Sora, Cassino.

Consultando la documentazione contabile dell’azienda sanitaria emerge l’impatto dei rincari delle materie prime sul cronoprogramma. Emblematico è il caso della Deliberazione N. 450 del 08.06.2023 avente a oggetto la validazione del Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica (PFTE) per l’Ospedale di Comunità di Ceccano.
Negli atti si dà conto dell’applicazione del Decreto Ministeriale n. 52 del 02/03/2023, firmato dal Ministero della Salute, che ha dovuto riconoscere un incremento del 20% sui costi delle lavorazioni a causa dell’inflazione dei materiali edili. Un meccanismo che ha imposto all’ASL di Frosinone continue riapprovazioni dei quadri tecnici ed economici tramite la stesura di determine d’adeguamento.


Il paradosso operativo: tra lavori che slittano e scatola vuota del personale
Un ulteriore collo di bottiglia è legato alla Gara comunitaria centralizzata per i servizi di ingegneria e architettura gestita dalla Direzione Centrale Acquisti della Regione Lazio (con la determinazione quadro G12091/2022). Se da un lato l’accentramento dell’Anagrafe delle Stazioni Appaltanti ha velocizzato l’assegnazione dei Lotti per l’affidamento delle progettazioni, dall’altro l’iter aziendale recepito con la Delibera ASL n. 930 del 29.11.2022 ha evidenziato slittamenti nella consegna dei cantieri.
Oltre all’avanzamento dei cantieri, l’analisi degli atti di programmazione evidenzia un nodo strutturale ancora inatteso: la carenza di risorse umane. Per garantire la piena operatività H24 delle Case della Comunità Hub e l’assistenza nei 6 Ospedali di Comunità (strutture intermedie a gestione prevalentemente infermieristica dotate di 20 posti letto per ciascun modulo), i piani di fabbisogno del personale registrano scostamenti critici.
L’integrazione dei medici di base e la firma delle convenzioni per la presenza continuativa all’interno delle Case della Comunità procedono a macchia di leopardo, con forti discrepanze tra i distretti rurali (come la Val di Comino) e i centri urbani. Quanto all’infermiere di famiglia e comunità, la figura cardine nell’impianto del D.M. 77/2022 richiede reclutamenti dedicati che le dotazioni organiche deliberate finora dall’Azienda coprono solo parzialmente.
Centrali Operative vicine al target come l’inaugurazione formale delle strutture
Mentre le Centrali Operative Territoriali (COT) di Frosinone, Sora, Anagni e Cassino registrano lo stato di avanzamento più vicino ai target europei grazie alla componente prevalentemente tecnologica degli investimenti (piattaforme di telemedicina e tracciamento flusso pazienti), le strutture fisiche degli Ospedali di Comunità (come Ceccano o Isola del Liri) rischiano di scontare i tempi di consegna delle opere edili e la riconversione dei presidi preesistenti.
Il rischio evidenziato dal monitoraggio regionale è l’inaugurazione formale degli immobili a fronte di un’attivazione parziale delle prestazioni sanitarie erogate, trasformando l’investimento infrastrutturale nell’ennesima cattedrale nel deserto della sanità laziale.
“Ho visto comparire di fronte al vecchio ospedale Santa Scolastica di Cassino un’insegna, 60×80 cm, con scritto ‘Casa della Salute, Casa della Comunità e Ospedale di Comunità’. Nel frattempo, però, c’è un cantiere aperto. Dobbiamo stare attenti perché si creano ulteriori aspettative e illusioni. Il flusso dei pazienti nei vari setting assistenziali è molto rallentato”. L’avvertimento è del dottor Ettore Urbano ex dirigente dell’emergenza dell’Asl di Frosinone.
Ettore Urbano: facciamo attenzione a non creare ulteriori attese e illusioni
A fronte dell’apertura dei soli ambulatori infermieristici a Frosinone, Anagni, Pontecorvo, Isola del Liri e Ceccano per prestazioni minime come medicazioni o prelievi, Urbano analizza: “Al momento è veramente poca cosa, perché i pazienti non hanno solo bisogno di una medicazione o di riposizionare un catetere, ma anche della somministrazione di terapie…Mettiamola così, diciamo che c’è una fase di rodaggio per essere buoni. Ma basta con i programmi: ci sono oggettive difficoltà, mettiamoci intorno a un tavolo anziché fare una propaganda elettorale continua sulla sanità”.
Quanto alle carenze di personale, la lacuna più grave, l’ex dirigente di Uoc Asl ricorda che “per 20 pazienti, per quanto possa essere bassa l’intensità assistenziale, c’è bisogno di almeno due infermieri per turno, il che fa almeno 10 infermieri in totale considerati i turni di riposo. Negli ospedali gli organici nei reparti per acuti sono già sottodimensionati…Il grande rischio è che la sanità territoriale si trasformi in una serie di bei fabbricati, in scatole vuote”.
Carenza di infermieri e medici di medicina generale in servizio a 72 anni
Oltretutto, “ci dovrebbe essere la supervisione medica dei Medici di Medicina Generale (MMG). Ma c’è una carenza generale: la mia generazione sta andando in pensione, c’è un’età media molto alta con deroghe per restare in servizio fino a 71-72 anni. Il ricambio generazionale è problematico ed è in sofferenza tutto il sistema di reclutamento, comprese le iscrizioni alle facoltà di Scienze Infermieristiche”.
L’emergenza è chiara: dopo gli anni dello smantellamento del sistema sanitario in provincia di Frosinone, con la chiusura di 13 ospedali di prossimità, sono rimaste deboli di fatto anche le strutture residue, sebbene con un rapporto di posti letto per acuti inadeguato rispetto alla popolazione residente. Adesso il grande spot sulla sanità territoriale in grado di assorbire parte delle pressioni che vengono esercitate sui pronto soccorso e sugli ospedali di Frosinone/Alatri, Sora e Cassino rischia seriamente di restare tale. Bisognerebbe capire – visto che sulle crisi industriali abbiamo già visto come i politici e gli amministratori guardino altrove – sulla salute di tutti a cosa stiano pensando. Forse sempre e solo alle elezioni del 2027 ed al governo ed all’opposizione più longevi della storia repubblicana.