La risposta istituzionale del Sindaco Riccardo Mastrangeli di cui abbiamo già riferito sulle nostre pagine e la reazione tecnica della presidente della Commissione Sanità Teresa Petricca delineano due visioni opposte per la Valle del Sacco. Mentre la giunta promuove un “Tavolo dei Sindaci” sotto la regia della Prefettura per coordinare 15 Comuni ed enti di controllo, la consigliera Petricca evidenzia lo scollamento tra i tentativi di deperimetrazione del SIN da parte della Regione Lazio e i dati epidemiologici drammatici del territorio.
Teresa Petricca (Presidente della Commissione Sanità e consigliera del gruppo FutuRa) contrappone all’impianto burocratico del Tavolo la gravità dei dati sanitari e contesta le posizioni emerse dalla Regione Lazio. A fronte di una bonifica ferma allo 0,2% del territorio e con l’ecomostro di Via Le Lame ancora esposto a percolamento, Petricca cita gli studi SENTIERI e INDACO (Regione Lazio). Tra le evidenze: incremento del +41% di tumori al polmone a Frosinone, eccessi di mortalità oncologica, aumento di patologie cardiovascolari, demenza, Parkinson e alterazioni della fertilità maschile superiori rispetto alla Terra dei Fuochi.
Inquinamento, l’allarme: “Sanità ignorata, la bonifica è solo allo 0,2%”
Oggetto dell’attacco sono le dichiarazioni rese a giugno 2026 dalla dirigente regionale Wanda D’Ercole durante un convegno sulla rigenerazione del SIN. La dirigente avrebbe ridimensionato l’impatto sanitario dell’inquinamento, attribuendo la presenza di metalli come arsenico e berillio alla naturale geologia vulcanica del territorio per giustificare la deperimetrazione (riduzione) del SIN.
Petricca, con il supporto dei consiglieri di commissione Martino, Venturi e Cirillo, ha inviato una richiesta formale alla Regione (informando il Difensore Civico e il Ministero dell’Ambiente) per chiarire se la posizione della D’Ercole esprima la linea ufficiale della Regione e su quali basi scientifiche la “naturalità” dei metalli venga usata per ridurre il perimetro del SIN anziché come fattore di rischio cumulativo per la popolazione.
La Commissione consiliare del capoluogo ora esige risposte ufficiali
La dottoressa Petricca denuncia “l’evidenza di un cortocircuito tra Studi Scientifici, anche regionali, che descrivono il dramma del territorio da una parte e la dirigente della Regione Lazio che sembra negare gli elementi resisi pericolosi nel tempo per la salute umana, secondari alla pressione ambientale”. Sottolinea “il raccontare del fondo naturale del territorio della Valle del Sacco caratterizzato da alcuni metalli e metalloidi, Berillio, Arsenico ecc. presenti per geologia vulcanica, realtà peraltro nota dall’anno 2006, come scoperta innovativa e come criterio di ammissibilità per la deperimetrazione del SIN, ossia della sua riduzione, se non abolizione, da trasmettere al ministro competente.
“La naturalità, a nostro avviso – avverte -, non può essere interpretata come assenza di tossicità e pericolosità delle molecole, trasformata verosimilmente come lasciapassare alla modifica del SIN. Al contrario, riteniamo, sia prerogativa di precostituzione di danno per le popolazioni, che ulteriori eventuali sversamenti antropici della stessa natura potrebbero rafforzare per addizione. (..) La priorità della tutela della salute collettiva e dell’ambiente è interesse pubblico primario e tutte le conseguenti decisioni devono scaturire da reali elementi di conoscenza oggettiva, aggiornata e verificabile. Qualsiasi affermazione deve rispondere a rigidi requisiti scientifici dimostrabili e riproducibili”.