Sora – È accaduto intorno alle 21 di ieri, domenica 11 gennaio, lungo corso Volsci, nel cuore della città. Le telecamere di sorveglianza di una nota attività commerciale hanno ripreso una scena che ha fatto rapidamente il giro dei social e che ha acceso un acceso dibattito sul tema dell’inciviltà e del rispetto degli spazi pubblici.
Nelle immagini si vedono quelli che sembrano essere tre ragazzini che camminano con un cane al guinzaglio. L’animale si ferma per fare i suoi bisogni proprio davanti all’ingresso di una storica gioielleria, ma invece di arrestarsi e consentire al cane di concludere e poi ripulire, i tre continuano a trascinarlo, lasciando tutto proprio davanti alla porta del negozio.
A pubblicare il filmato è stato lo stesso titolare dell’attività, indignato per quanto accaduto. Un commerciante noto per essere un amante degli animali, ma molto meno tollerante verso la maleducazione e l’inciviltà.
Ad accompagnare il video, un duro e amaro sfogo affidato ai social, che il commerciante ha voluto rendere pubblico senza mezzi termini: “Questa è l’educazione che vi hanno insegnato! Dovete riconoscervi e vergognarvi. Sono stanco anche di chi non fa niente per evitare che tutti i giorni questo accada. Vorrei vedervi raccogliere tutti i giorni la m… davanti al portone di casa vostra, ma forse la conoscete bene…”.

Parole che esprimono tutta la rabbia e la frustrazione di chi, questa mattina alla riapertura del negozio, si è trovato costretto a pulire personalmente i bisogni del cane lasciati davanti all’ingresso della propria attività.
L’episodio, al di là del singolo caso, riporta al centro una questione che ciclicamente torna a far discutere: il senso civico, il rispetto degli altri e della città, ma anche il modo in cui si tengono gli animali. Perché voler bene a un cane non significa solo portarlo a spasso, ma anche assumersi la responsabilità dei suoi bisogni e del suo comportamento, nel rispetto delle persone e dei luoghi.
Scene come questa non sono soltanto un problema di decoro urbano, ma raccontano una mancanza di educazione e di rispetto che ricade su tutta la comunità: sui commercianti costretti a pulire, sui cittadini che devono convivere con certe situazioni e sugli stessi animali, che finiscono per essere gestiti senza la minima attenzione.
Un episodio piccolo, forse, ma emblematico di un tema più grande: il confine sempre più sottile tra libertà e menefreghismo, tra vivere la città e usarla senza alcuna considerazione per gli altri. E che, ancora una volta, fa sorgere una domanda semplice quanto scomoda: possibile che il rispetto delle regole più elementari debba ancora essere invocato e non dato per scontato?