Dalle dirette fiume sui social alle manette ai polsi. Si è chiusa con gli arresti domiciliari e l’applicazione del braccialetto elettronico la parabola di un 50enne residente a San Giovanni Incarico, ritenuto gravemente indiziato di aver perseguitato magistrati in servizio presso il Tribunale di Catania, e non solo, diffondendo online accuse, minacce e contenuti ritenuti calunniosi. – LEGGI QUI
Il provvedimento è stato eseguito nella mattinata di ieri dai militari della Compagnia Carabinieri di Pontecorvo, insieme al Nucleo Investigativo di Frosinone e al personale della Sezione Operativa Sicurezza Cibernetica e della Digos della Questura di Frosinone, con il supporto operativo delle S.O.S. del 10° Reggimento Carabinieri “Campania” e del 14° Battaglione “Calabria”. La misura cautelare è stata emessa dal Gip del Tribunale di Messina al termine di un’articolata attività investigativa.
Secondo l’ipotesi accusatoria, l’uomo avrebbe messo in atto reiterate condotte riconducibili agli atti persecutori nei confronti di alcuni magistrati del distretto etneo, accusandoli pubblicamente di omissioni e falsi, pur sapendoli innocenti. Una pressione costante, quasi quotidiana, portata avanti attraverso video, post e messaggi diffusi su Facebook, Telegram e altre piattaforme.
Dirette shock sui social
Le sue dirette erano seguite da migliaia di utenti. Nei filmati, dai toni sempre più accesi, pronunciava frasi pesantissime: “Vi metto come spiedini sul barbecue”, “Non avete capito con chi avete a che fare”, “Vi schiaccio con un carro armato”. Parole rivolte non solo ai magistrati, ma anche a medici della Asl di Frosinone, assistenti sociali del distretto territoriale, carabinieri della Stazione di San Giovanni Incarico, fino a evocare presunti sistemi criminali e complotti ai suoi danni.
In più occasioni avrebbe nominato pubblicamente magistrati di Cassino, tra cui la dottoressa Chiara d’Orefice e la dottoressa Beatrice Siravo, associandoli a presunte trame illecite. Nei video comparivano anche telefonate registrate e trasmesse in diretta con militari dell’Arma. In un episodio, dopo la notifica di un provvedimento del Tribunale di Catania che disponeva una visita domiciliare dell’Asl per verificare le sue condizioni di salute, l’uomo avrebbe impedito l’accesso al personale sanitario, allontanando i presenti e riprendendo tutto con il cellulare. Quelle immagini sarebbero poi finite online, accompagnate da espressioni offensive e minacciose, oltre a frasi di vilipendio nei confronti del Presidente della Repubblica.
Le indagini hanno ricostruito un quadro ritenuto grave dagli inquirenti, evidenziando anche il coinvolgimento di alcuni sostenitori, iscritti a una sedicente associazione fondata dallo stesso indagato, che avrebbero contribuito a rilanciare e amplificare i contenuti diffamatori.
Il blitz in casa ieri mattina
Contestualmente all’esecuzione della misura cautelare, è stato notificato un decreto di perquisizione domiciliare e informatica, emesso dalla Procura di Cassino, finalizzato al sequestro di dispositivi e materiale ritenuto utile alle indagini. Ieri mattina il blitz interforze in casa dell’uomo. Al termine delle operazioni, il 50enne è stato inoltre deferito in stato di libertà per resistenza, lesioni e oltraggio a pubblico ufficiale.
Un’escalation verbale e mediatica che, secondo l’accusa, avrebbe superato il confine della libera manifestazione del pensiero, trasformandosi in una campagna sistematica di delegittimazione e minaccia. Ora sarà l’autorità giudiziaria a fare piena luce sui fatti e ad accertare le responsabilità. Nel frattempo, per l’uomo si sono aperte le porte dei domiciliari, con controllo elettronico, per scongiurare il rischio di reiterazione delle condotte contestate.
