Villa Santa Lucia – Polemica sulle celebrazioni del Giorno del Ricordo, le accuse di FdI

Il presidente del circolo di Fratelli d’Italia, Tivinio, accusa l’amministrazione comunale di non aver celebrato la ricorrenza

Scoppia la polemica a Villa Santa Lucia per la mancata celebrazione del Giorno del Ricordo, la solennità civile istituita per commemorare le vittime delle foibe e l’esodo giuliano-dalmata. A intervenire con una dura presa di posizione è il presidente del circolo locale di Fratelli d’Italia, Cav. Maurizio Tivinio, che accusa l’amministrazione comunale di aver ignorato una ricorrenza che, sottolinea, «appartiene alla memoria nazionale».

Secondo Tivinio, l’assenza di iniziative ufficiali rappresenterebbe un segnale grave sotto il profilo istituzionale e morale, perché legato a una pagina dolorosa della storia italiana, riconosciuta dallo Stato con una giornata commemorativa.

Nel suo intervento, il presidente del circolo cittadino afferma che l’amministrazione comunale di Villa Santa Lucia non ha celebrato il Giorno del Ricordo, ignorando – a suo dire – migliaia di italiani uccisi nelle foibe e cancellando il dolore degli esuli, scegliendo il silenzio davanti alla storia. Sottolinea come, a suo avviso, l’amministrazione sia sempre presente quando si tratta di eventi e manifestazioni pubbliche, ma non trovi tempo quando si parla di memoria storica.

«Questo non è accettabile – dichiara Tivinio – ed è un insulto alla dignità nazionale. È una responsabilità che ricade su tutta l’amministrazione, senza eccezioni». Secondo il presidente del circolo di Fratelli d’Italia, le istituzioni non possono ricordare solo ciò che è conveniente, né scegliere quali vittime meritino rispetto. «La memoria non è una vetrina né una passerella», aggiunge, definendo quanto accaduto «un fallimento morale prima ancora che politico».

Tivinio si rivolge quindi direttamente ai cittadini di Villa Santa Lucia, invitando chi ha a cuore la verità e considera il rispetto un valore non negoziabile a non accettare «una memoria a corrente alternata». L’appello è quello di pretendere che il Comune onori tutte le vittime, senza timori né letture ideologiche.

«La storia appartiene a tutti e la memoria è un dovere di tutti – conclude –. Quando le istituzioni tacciono, spetta ai cittadini farsi sentire. Onore alle vittime delle foibe, onore agli esuli, onore alla verità».

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