A Castel Sant’Angelo spunta un ‘giovane profugo’: Jago colpisce ancora

Il celebre artista ha posizionato sul ponte la sua nuova opera di dimensioni naturali destando scalpore e curiosità

Jacopo Cardillo, in arte Jago, nato a Frosinone 35 anni fa, continua stupire. Sul Ponte di Castel Sant’Angelo a Roma c’è un giovane profugo che dorme in strada. E’ la sua nuova opera, una scultura in marmo a dimensioni naturali, che il celebre street artist ha installato nel cuore della notte nei giorni scorsi.

S’intitola ‘In Flagella Paratus Sum‘ – Sono pronto al flagello. La scultura dopo un mese in mare e dopo essere stato messo al centro dello Stadio Olimpico come per un abbraccio, prosegue il suo viaggio sul selciato del ponte tra gli sguardi dei santi lapidei del Bernini e da oggi delle centinaia di turisti che vi transitano. Il luogo, scenografico, non è casuale: il giovane rifugiato senza casa e in cerca di futuro è nel crocevia tra la Basilica di San Pietro e l’antica prigione di Castel Sant’Angelo.

L’opera sarà venduta all’asta e il ricavato tutto verrà donato ad una associazione che aiuta i profughi. E ha una base d’asta di 1,250 milione di euro. Giusto un mese fa si è chiusa a Palazzo Bonaparte a Roma una prima grande mostra dedicata all’artista ciociaro, scoperto dalla storica dell’arte Maria Teresa Benedetti e che partecipò alla Biennale di Venezia a soli 24 anni, selezionato da Vittorio Sgarbi.

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