La redazione di Frosinone News si era già occupata di una circostanza identica, accaduta qualche tempo addietro, sempre ad Isola del Liri, che vedeva coinvolto il proprietario di un mezzo da lavoro il quale aveva rifornito il veicolo presso una delle pompe del medesimo distributore di carburante. Aveva percorso solamente qualche chilometro prima che l’autocarro iniziasse a “singhiozzare” per poi arrestarsi definitivamente lungo la strada che attraversa l’abitato di Castelliri.
A seguito dell’intervento del carburatorista, il proprietario del mezzo aveva accertato che il gasolio all’interno del serbatoio del veicolo in questione fosse sporco, tra l’altro con considerevole presenza di acqua, dovendo sostenere così una spesa di circa 3.500 euro per rimettere in moto l’autocarro, oltre ai danni subiti a causa dell’impossibilità di lavorare per via del mezzo fermo in officina.
Nei giorni scorsi la redazione di Frosinone News ha raccolto diverse segnalazioni che raccontano la stessa vicenda, almeno sei i mezzi danneggiati, tra questi anche una moto. La dinamica è identica: a seguito del rifornimento presso un distributore ad Isola del Liri, fatto nella giornata dello scorso venerdì, i rispettivi veicoli sono andati in panne qualche chilometro dopo esser ripartiti, “soffocati” su strada. Per tutti si è resa necessaria la richiesta per l’intervento del carro attrezzi.
La moto BMW è stata trasportata presso l’officina autorizzata di Frosinone, dove il personale ha riscontrato la presenza di “carburante contaminato all’interno del serbatoio”, circa 6.000 euro i danni. Il proprietario, inoltre, ha affidato un campione dello stesso carburante ad un laboratorio per effettuare specifiche analisi affinché si definisca in maniera precisa cosa contenesse la benzina. Avendo a favore la possibilità di tracciare e documentare l’accaduto, l’uomo ha affidato la pratica ad un legale che rappresenti i suoi interessi.
Testimoni le officine di zona, questi episodi non sono per niente isolati, numerosi i veicoli danneggiati dal carburante “annacquato” o sporco, le impurità compromettono l’avviamento del motore per cui il veicolo tende a spegnersi. Così come un filtro sporco impedisce l’afflusso supplementare di carburante necessario per l’accelerazione del motore. Insomma, il carburante “annacquato” o sporco danneggia il sistema di alimentazione ed il motore del veicolo.
I distributori che vendono consapevolmente del carburante alterato commettono una vera e propria truffa a danno degli automobilisti che, sempre più spesso negli ultimi tempi, ne pagano care le conseguenze con interventi su iniettori e pompe del carburante che arrivano anche a 6.000 euro. La Guardia di Finanza consiglia di regolare il conto con modalità traccianti, bancomat o carte di credito, così da avere le ricevute e dimostrare l’effettivo utilizzo della pompa irregolare. Se si ha un preciso “sospetto” su qualche benzinaio che fa il furbetto, è bene segnalare alle forze dell’ordine.
