Certo, di scienziati in giro non ce n’erano, ma fosse stato per il clima saremmo stati comodamente (si fa per dire) ai Dialoghi Polari di Roma 2026, sull’esperienza artica italiana. Invece eravamo solo al confronto tra Fratelli d’Italia e Lega sulle vicende del capoluogo ciociaro. Da una parte Paolo Trancassini, coordinatore regionale, Massimo Ruspandini, coordinatore provinciale, Franco Carfagna, capogruppo consiliare dei meloniani. Dall’altra il dirigente nazionale della Lega Claudio Durigon, l’onorevole Nicola Ottaviani, coordinatore provinciale ed il sindaco di Frosinone, Riccardo Mastrangeli. Trancassini avrebbe esercitato il ruolo del “poliziotto cattivo” ricordando ed elencando una serie di circostanze che avrebbero rappresentato altrettanti sgarbi politici subiti, dalla vicenda Zes fino alla revoca delle deleghe alle assessore Geralico e Turriziani. Ma c’erano Ruspandini e Carfagna a rappresentare i poliziotti buoni: si sono messi a disposizione a livello locale per verificare – insieme al primo cittadino -, se una possibilità di ricomposizione ci sia davvero e concretamente.

“Il programma che ci ha fatto vincere potrà essere arricchito”
Dal sindaco è giunta in tarda serata solo una nota unitaria a sua voce: “È stata una riunione lunga e costruttiva. Si parte dal programma che é e resta quello che ci ha consentito di vincere nel 2022 e che potrà essere arricchito. É stato dato mandato al Sindaco di fare un’esplorazione tra i partiti che sono i perni della coalizione e le liste civiche che hanno sostenuto l’Amministrazione per dare un nuovo impulso alla coalizione di governo”. Fuori dai formalismi della politica, appare evidente come tornare a governare insieme per FdI e Lega sarà un lavoro non semplice e non legato solo e semplicemente ad una redistribuzione di assessorati. FdI avrebbe chiesto a Sindaco e galassia Ottaviani di fare una proposta di riassetto della maggioranza evitando di elencare in quella sede richieste specifiche e al contempo di trasformare il confronto romano in un tira e molla sui posti in giunta. Quindi il tema assessorati tornerà ad essere cittadino.
Subito il test del numero legale in Consiglio. Il caso Polo Civico
Ma prima degli scranni in esecutivo, bisognerà assicurare il numero legale al Consiglio di mercoledì 7 gennaio e soprattutto cementare una maggioranza stabile per il varo del successivo bilancio. Un Sindaco alle prese con le poste del documento contabile e le deliberazioni decisive per gli incassi comunali tiene molto a non farsi tremare la terra sotto ai piedi specialmente quando mette mano a queste materie. Siamo probabilmente proprio a quel punto. Sul fronte delle indiscrezioni politiche ce n’è una che non trova consensi unanimi all’interno dei “Fratelli” e riguarda l’assessore regionale Giancarlo Righini che intende farsi carico dei destini del Polo civico, garantendo anche sulla sua permanenza – almeno stavolta – all’interno del centrodestra -. Circostanza che rilancerebbe la richiesta di assessorato retto dal duo Andrea Turriziani-Caparrelli. Ma se la poltrona va alla formazione in questione non premierà più i meloniani doc col terzo posto in giunta. In questo caso l’ipotesi è che le componenti interne si dividano i due assessorati già in quota del partito (possibile che Geralico ceda il posto a Crescenzi). Ammesso, beninteso, che l’intesa per andare avanti si trovi.
Antonello Antonellis (Azione) elogia il sostegno della Lista Marzi
Sulla crisi in atto al Comune capoluogo è intanto intervenuto Antonello Antonellis, coordinatore provinciale di Azione, ritenendo che la situazione ponga alla politica due riflessioni: “Il sistema partiti è sempre più avulso in guerre interne, strappi per posizionamenti futuri, nella logica di contrapposizioni per interessi di parte, tralasciando così le vere emergenze economiche e sociali della città. Si pensi ai congressi di partito, alle diatribe tra correnti e personali, piuttosto che alle scelte amministrative necessarie allo sviluppo della città, al futuro dei cittadini. Una involuzione della politica che ha messo in crisi il centrodestra di Frosinone, con l’Amministrazione Mastrangeli che ha dovuto chiedere il sostegno a gruppi ed eletti con forze del centrosinistra, ormai ridotto a brandelli, incapace di definire in questa legislatura un programma, ed un’alleanza, alternative. In questa situazione lacerata, bene ha fatto “La Lista Marzi” ad evitare il tracollo dell’Amministrazione sulla base di impegni programmatici precisi, sostenendo la funzionalità del Consiglio Comunale, mettendo al primo punto l’interesse di Frosinone”.
“Il mondo del civismo ha dimostrato più responsabilità di quello partitico”
“Così come – ha aggiunto Antonellis – un plauso va ai consiglieri comunali “civici” che hanno mostrato un senso politico di responsabilità superiore a quello dei partiti. Una scelta di responsabilità che noi facemmo a suo tempo, al momento delle elezioni comunali, con la creazione di un’alleanza alternativa ai due poli. Il risultato fu inferiore alle attese, forse perché non erano ancora maturi i tempi di costruzione di un polo politico-elettorale laico, popolare, liberale, democratico. Ora, invece, crediamo che quell’idea, che sta nascendo sul piano nazionale, possa parlare a tutta la città di Frosinone, a quelli che hanno a cuore un capoluogo di provincia realmente tale, che funzioni, che governi i processi delle scelte delle società partecipate dai Comuni, che abbia un futuro migliore, che sia esempio per il territorio. Frosinone può essere il laboratorio di un nuovo progetto politico, partendo da quelli che già adesso rappresentano i cittadini in Consiglio Comunale”.