Mentre il sindaco Riccardo Mastrangeli in queste ore riunisce la maggioranza per fare il punto sui nuovi assetti determinati dai passaggi di Marco Ferrara e Sergio Crescenzi da FdI a ‘Identità Frusinate’ (capogruppo Christian Alviani) e di Marco Sordi (ex Lista Vicano) alla Lega, sembra allargarsi la crisi di Fratelli d’Italia visto che anche il primo dei non eletti (che entrerebbe in Consiglio comunale in caso di nomina di Crescenzi in esecutivo) ha sottoscritto l’adesione alla civica ‘Identità Frusinate’: si tratta dell’attivista storico dei quartieri popolari dei meloniani, Franco Napoli.

I meloniani perdono anche l’attivista storico Franco Napoli
Intanto Sergio Crescenzi e Marco Ferrara hanno diffuso una nota per chiarire le motivazioni che hanno determinato l’uscita dal gruppo consiliare di Fratelli d’Italia nel Consiglio comunale di Frosinone. “In un ordinamento democratico fondato sul principio della rappresentanza, l’ordine di arrivo dei candidati all’interno di una lista elettorale costituisce un parametro politico oggettivo, in quanto espressione diretta e inequivocabile della volontà degli elettori. Per coerenza istituzionale e rispetto del voto, tale criterio dovrebbe orientare le scelte successive all’esito elettorale, incluse quelle relative alla distribuzione delle responsabilità e degli incarichi spettanti alla lista a seguito dell’elezione del Sindaco”.
“In esecutivo inserita la decima per consensi al posto del più votato”
“Il mancato utilizzo di tale parametro – scrivono i due consiglieri riferendosi al posto d’assessore attribuito a Simona Geralico, e polemizzando con la scelta del gruppo che fa capo a Fabio Tagliaferri – non può essere ricondotto a legittime valutazioni discrezionali, ma configura una deroga sostanziale al principio di rappresentatività, difficilmente giustificabile sul piano politico e democratico. A memoria storica, non risultano precedenti analoghi a quanto verificatosi nella città di Frosinone, dove il primo degli eletti a giugno 2022 nella lista di Fratelli d’Italia Sergio Crescenzi è stato di fatto escluso, nel luglio del 2022 sino ad oggi, dalla giunta comunale e, quindi, dai processi decisionali e di rappresentanza diretta, a vantaggio di una candidata collocatosi al decimo posto nella graduatoria elettorale”.
Dai vertici cittadini assenza di spiegazioni basate su criteri oggettivi
Il problema, comunque, non è la designazione della Geralico in sé ma solo il metodo: “Una circostanza di tale portata – precisano infatti Crescenzi e Ferrara – avrebbe richiesto motivazioni chiare, trasparenti e politicamente fondate, che tuttavia non sono mai state fornite. Le scelte operate dalla dirigenza cittadina si sono, invece, caratterizzate per un’assenza di spiegazioni basate su criteri oggettivi, apparendo esse stesse riconducibili a valutazioni pregiudiziali e arbitrarie, del tutto avulse dal dato elettorale e dal consenso espresso dagli elettori. Ciò ha determinato una progressiva e manifesta marginalizzazione dei sottoscritti che, con il proprio apporto elettorale e numerico, hanno contribuito in modo determinante al peso politico oggi riconosciuto alla lista di Fratelli d’Italia al Comune di Frosinone”.
“Incomprensibili le due assenze di gruppo dalle sedute consiliari”
Il contesto di FdI Frosinone? “Dopo il congresso cittadino del 2025 del partito di Giorgia Meloni, anziché registrarsi un riequilibrio fondato su criteri di merito, rappresentatività e trasparenza, la situazione ha assunto connotati ancora più critici, aggravando una condizione di evidente disfunzionalità politica. A ciò si aggiunge l’indicazione che ci è stata imposta da parte dell’attuale dirigenza locale del partito di non partecipare a due sedute consiliari a dicembre 2025, tale scelta non proveniente da noi sottoscritti è rimasta priva di spiegazioni politicamente comprensibili. Tale atto politico di assenza premeditata per due sedute consecutive del consiglio comunale avrebbe, invece, richiesto una strategia chiara e condivisa, che non ci è stata mai né illustrata né motivata”.
“La nostra decisione non dipende certo da velleità personali”
Ma ecco la conclusione di Ferrara e Crescenzi: “Di fronte a tali evidenze e preso atto che la dirigenza cittadina ha scelto di non affrontare la questione nel merito e sul dato elettorale di giugno 2022, per rispetto verso gli elettori non è stato possibile per noi continuare a permanere all’interno del gruppo consiliare di Fratelli d’Italia. La decisione da noi assunta non è riconducibile a velleità personali ma ad una carenza strutturale di obiettività nella gestione politica cittadina, tale da rendere impossibile garantire una rappresentanza coerente con il mandato ricevuto. Resta impregiudicata la considerazione positiva per il partito a livello nazionale e per i dirigenti che operano al di fuori del contesto locale”.
Ora impegno politico nella lista civica ‘Identità Frusinate’
“Tuttavia, è un dato oggettivo che solo nella realtà di Frosinone non si sia tenuto conto della griglia di arrivo dei candidati, attraverso delle scelte distopiche calate dall’alto e, tuttora, prive di una spiegazione politicamente comprensibile per la comunità cittadina. In tale quadro si colloca la nostra scelta di proseguire l’impegno politico nella lista civica cittadina Identità Frusinate, nella convinzione che il rispetto della volontà popolare, del merito e della rappresentanza debba costituire il fondamento imprescindibile dell’azione politica locale”. L’addio polemico di Ferrara e Crescenzi alla conduzione Tagliaferri di Fratelli d’Italia non è dunque contro il partito in sé ma contro la gestione cittadina. Un dato che non è certo sfuggito a Trancassini e Donzelli che però, evidentemente, hanno preferito non intervenire almeno nel senso auspicato dai due consiglieri che pur esprimevano i desiderata dell’onorevole Mattia.