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Frosinone maturo e spietato: trascinato dai suoi gioielli centra un successo da grande squadra

Serie B - Vittoria pesante a La Spezia: gestione, qualità e profondità di rosa confermano le ambizioni dei ciociari

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Serie B – Il segnale era atteso, ma la risposta è arrivata ancora una volta forte e chiara. Il Frosinone espugna il campo dello Spezia con un successo netto e autorevole, dimostrando maturità, solidità e una consapevolezza ormai tipica delle squadre costruite per restare ai vertici. Non soltanto una vittoria, ma una prova di forza che consolida il secondo posto e rinvigorisce la candidatura nella corsa alla Serie A.

La classifica di vertice, difatti, ad oggi parla così: Venezia 53 lunghezze, Frosinone 52, Monza 51, Palermo 48. Quattro squadre raccolte in una manciata di punti, tutte candidate al salto di qualità.

La sensazione, al termine della gara, è quella di una squadra che ha imparato a leggere e controllare ogni fase della partita. I ciociari non si limitano a colpire nei momenti giusti, ma sanno anche gestire le situazioni più delicate, comprese quelle legate agli episodi: dal gol annullato a Raimondo alle decisioni del VAR che hanno rivisto un rigore inizialmente concesso allo Spezia. Momenti che avrebbero potuto cambiare l’inerzia della sfida e che invece sono stati assorbiti con lucidità e sangue freddo.

La differenza, ancora una volta, l’ha fatta la qualità offensiva. Sulle corsie e negli ultimi trenta metri il Frosinone ha dimostrato di possedere giocatori in grado di accendere la partita in qualsiasi momento. Ghedjemis è stato il volto simbolo della serata: decisivo con un gol e un assist, imprendibile quando parte in velocità e sempre capace di creare superiorità numerica. Un elemento che può diventare determinante nel finale di stagione. Accanto a lui, Kvernadze ha confermato il suo momento brillante: incisivo nel trovare il varco giusto, intelligente nel dialogo con i compagni e costante minaccia per la retroguardia ligure.

Dietro, però, c’è molto di più dei singoli. La struttura difensiva ha funzionato con precisione quasi chirurgica. Calvani e Cittadini hanno imposto fisicità e senso della posizione, concedendo pochissimo agli attaccanti avversari e dimostrando una crescita evidente nel corso della stagione. Anche sugli esterni la squadra ha garantito equilibrio, con continui raddoppi e attenzione nelle chiusure, evitando di lasciare spazi allo sviluppo del gioco spezzino.

In mezzo al campo la gestione è stata ordinata e pragmatica. Calò ha dettato i tempi con la solita personalità, mentre Cichella e Koutsoupias hanno garantito lavoro oscuro e copertura, alternando inserimenti e sostegno alla manovra. Un centrocampo che non sempre brilla per spettacolarità, ma che assicura compattezza e continuità, elementi fondamentali per una squadra che punta in alto.

Altro segnale di forza arriva dalla panchina. I cambi hanno mantenuto intatto il livello di intensità e qualità, confermando una profondità di rosa che permette a mister Alvini di gestire le energie e affrontare ogni partita con soluzioni diverse. Anche nei minuti finali, con il vantaggio da difendere, il Frosinone ha dato la sensazione di poter controllare senza affanni.

È questa la fotografia più nitida della squadra: organizzata, cinica e consapevole dei propri mezzi. Non soltanto capace di vincere, ma di farlo con personalità e continuità, anche su campi complicati. Con numeri importanti lontano da casa e una classifica che resta di vertice, il percorso continua a essere quello di una grande stagione. Ora l’attenzione si sposta al prossimo impegno, con la convinzione che questo gruppo abbia ancora margini per alzare l’asticella.

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