Serie B – Nel post gara di Frosinone–Pescara, mister Massimiliano Alvini si presenta in sala stampa con l’analisi lucida di una sfida dai mille volti, terminata in parità ma carica di episodi e significati.
«È stata una partita che ha diverse chiavi di lettura – esordisce il tecnico –. Dopo un minuto e venti abbiamo preso un gol evitabile che ci ha messo la gara in salita. È un episodio figlio di altre situazioni già viste: non è una questione comica, ma emblematica di un momento in cui commettiamo qualche errore di troppo e abbiamo meno coperture in certe fasi».
Alvini non nasconde le difficoltà di una gara “spezzettata”, complicata anche dal punto di vista fisico: «Ci sono state più partite dentro la partita. Siamo andati sotto quasi subito e questo ha indirizzato l’inerzia. Però voglio sottolineare con forza il grande carattere, il cuore e l’atteggiamento di questa squadra. Riprenderla oggi era difficilissimo per come si era messa».
Sull’episodio del secondo gol subito, il mister è netto: «La responsabilità è esclusivamente nostra. Ci siamo fermati, portiere compreso. Finché l’arbitro non fischia il gioco va avanti. È una situazione su cui lavoreremo, perché non deve più accadere. Il Fair Play esiste, ma non può diventare un alibi».
Nonostante tutto, l’allenatore vede segnali incoraggianti: «Il risultato è il risultato, forse anche stretto per quello che abbiamo fatto nell’arco della gara. Io però non vedo il bicchiere mezzo vuoto, ma mezzo pieno. Accetto il pareggio contro una squadra che in questo momento è in salute».
Alvini difende poi le proprie scelte tecniche: «Quando un allenatore decide, mette in campo quelli che ritiene i migliori in quel momento. Chi ha giocato era pronto al 100%. Le valutazioni si fanno sempre per il bene della squadra. Ho pensato anche a un’inversione sugli esterni, poi ho deciso di proseguire in un certo modo per cercare l’uno contro uno».
Infine, un passaggio sulle condizioni fisiche: «Abbiamo qualche giocatore che sta stringendo i denti, soprattutto dal punto di vista fisico. Ma non ho dubbi sull’impegno e sulla disponibilità di tutti. Chi scende in campo lo fa perché sta bene e perché può dare il massimo».
La chiusura è all’insegna della fiducia: «A distanza di tre giorni dalla scorsa partita, la squadra ha dimostrato di stare meglio e di avere coraggio. È da qui che dobbiamo ripartire».
Un pareggio che lascia spunti di riflessione, ma anche la consapevolezza di un gruppo che non smette di lottare.
