Home Serie B Frosinone-Pescara 2-2: i giallazzurri pareggiano al fotofinish con una rimonta al cardiopalma

Frosinone-Pescara 2-2: i giallazzurri pareggiano al fotofinish con una rimonta al cardiopalma

Calò riapre la sfida su rigore, poi nel recupero esplode lo Stirpe con Raimondo: pari meritato dei giallazzurri

Frosinone calcio
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Serie B – Allo Stirpe di Frosinone termina 2-2 tra i padroni di casa e il Pescara, la gara valida per la 28esima giornata di campionato. Una partita che sembrava compromessa si trasforma in un finale palpitante, con il Frosinone capace di crederci fino all’ultimo respiro e di agguantare un pareggio che premia la reazione della ripresa.

Il primo tempo

Avvio in salita per il Frosinone allo Stirpe contro il Pescara. Dopo appena un giro di lancette Di Nardo prova la conclusione, senza esito, ma è il preludio al vantaggio ospite: al 2’ lo stesso attaccante, lasciato troppo libero di ripartire, trova il varco giusto e batte Palmisani con un destro preciso.

La gara si mette subito sui binari preferiti dagli abruzzesi, che nei primi minuti tengono il pallino del gioco costringendo i giallazzurri a rincorrere. Al 7’ Meazzi si inserisce centralmente, ma Palmisani è attento e blocca. Il Frosinone fatica ad alzare il baricentro e per lunghi tratti si gioca nella metà campo ciociara.

La squadra di Alvini prova a scuotersi intorno al quarto d’ora: Koutsoupias allarga per Kvernadze e nasce il primo corner del match. Poco dopo una punizione di Calò crea apprensione nell’area ospite, con proteste per un tocco sospetto che l’arbitro non ravvisa. Ghedjemis, tra i più intraprendenti, tenta un tiro-cross che obbliga Saio a restare vigile.

Al 21’ il match si interrompe per il lancio di un petardo dal settore ospiti, a terra un membro dello staff pescarese: attimi di tensione e richiamo dello speaker, che annuncia la possibilità di sospensione della gara in caso di nuovi episodi similari. Dopo diversi minuti si riprende a giocare.

Il Frosinone prova ad aumentare la pressione, soprattutto sulla corsia destra, ma nel momento migliore arriva la doccia fredda: al 35’ Di Nardo firma la doppietta approfittando di una situazione confusa e batte ancora Palmisani per lo 0-2. Alvini cambia qualcosa inserendo Gelli per dare maggiore equilibrio.

Nel finale di tempo i giallazzurri si riversano in avanti. Ghedjemis sfiora il gol con una conclusione centrale, poi arriva l’episodio che potrebbe riaprire la gara: al 45’ Calvani trova la rete sugli sviluppi di un’azione insistita, ma il VAR annulla per una spinta su Altare. Nei nove minuti di recupero il Frosinone assedia l’area abruzzese senza riuscire a trovare il guizzo giusto. Si va al riposo con il Pescara avanti di due reti e i giallazzurri chiamati a una reazione nella ripresa.

Il secondo tempo

La seconda frazione si apre con i giallazzurri più intraprendenti. Al 48’ Di Nardo sceglie di non forzare la giocata e appoggia su Olzer, utile a guadagnare campo e mantenere la squadra nella metà campo avversaria. È il segnale di un atteggiamento diverso rispetto al primo tempo.

Un minuto più tardi la difesa abruzzese libera l’area, ma l’arbitro ferma tutto per un fallo e concede una punizione. Il Frosinone prova ad alzare i giri del motore: al 50’ Ghedjemis non trova lo spazio per il traversone e l’azione si spegne, poi al 51’ Di Nardo tenta la conclusione da fuori, troppo centrale per impensierire Palmisani.

Il pubblico dello Stirpe si fa sentire. Al 52’ piovono fischi per un intervento giudicato irregolare ai danni di un giallazzurro. Calò si incarica della battuta dalla distanza, ma la difesa del Pescara respinge. Con il passare dei minuti la pressione cresce: al 56’ un nuovo pallone scodellato in area costringe Saio ad allontanare con i pugni, mentre al 58’ è Acampora a cercare il colpo dal limite, senza fortuna.

Al 60’ schema su corner corto, ma la manovra non produce effetti concreti. È però evidente il cambio di passo dei ragazzi di Alvini: ritmo più alto, baricentro avanzato e Pescara costretto a difendersi con tutti gli effettivi.

Il momento più delicato arriva al 63’. Sugli sviluppi di un angolo per il Frosinone, gli ospiti ripartono in contropiede e Meazzi, da posizione favorevole, calcia incredibilmente fuori. Un brivido che attraversa lo Stirpe e che tiene in vita le speranze giallazzurre.

Alvini interviene dalla panchina al 65’, inserendo forze fresche per aumentare peso offensivo e intensità. La squadra continua a spingere e al 67’ Raimondo reclama per un tocco sospetto in area, ma il direttore di gara lascia correre tra le proteste del pubblico.

Al 70’ arriva un altro giro dalla bandierina per il Frosinone, ma il cross non trova compagni pronti alla deviazione. Il Pescara prova a spezzare il ritmo con cambi e pause, mentre i giallazzurri non smettono di attaccare. Al 80’ la palla attraversa pericolosamente l’area ospite, ma la retroguardia riesce ad anticipare Fiori a pochi passi dalla porta.

L’episodio che riaccende tutto si materializza all’82’: Francesco Gelli viene atterrato in area, l’arbitro indica il dischetto ed estrae il rosso per Altare. Lo stadio trattiene il fiato. All’85’ Calò è impeccabile dagli undici metri, spiazza Saio e firma il 2-1 che riapre definitivamente i giochi.

Gli ultimi minuti sono un assalto continuo. Il Frosinone si riversa in avanti con determinazione, sospinto da uno Stirpe in piedi. Al 90’ Fiori mette un pallone teso al centro, Raimondo si avventa ma la difesa salva in extremis. Cinque i minuti di recupero concessi.

E proprio allo scadere arriva l’esplosione di gioia: azione insistita dei giallazzurri, palla nuovamente in area e Raimondo trova il guizzo vincente che vale il 2-2. Lo Stirpe esplode, la squadra si abbraccia sotto la curva.

Un pareggio che sa di vittoria per come è maturato, frutto di una ripresa giocata con carattere, intensità e cuore. Il Frosinone dimostra di non mollare mai e porta a casa un punto che può valere molto anche sul piano morale.

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