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Galleria Capo di China ancora chiusa sulla Sora-Cassino, Borza: “Parte la class action per i risarcimenti”

Slitta a marzo la riapertura, forse. Il Consigliere comunale di Casalvieri: "L’ennesimo rinvio di Anas è una beffa inaccettabile"

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“La misura è colma. L’annuncio dell’ennesimo slittamento per la riapertura della galleria ‘Capo di China’ non è solo un fallimento tecnico e gestionale, ma una vera e propria beffa ai danni di un intero territorio”. Con queste parole Mario Borza, consigliere comunale di Casalvieri e storico difensore delle istanze della Valle di Comino, commenta con durissima fermezza la decisione di Anas di rinviare al prossimo 15 marzo l’apertura del tunnel sulla superstrada Sora-Cassino, inizialmente prevista per lunedì 12 gennaio dopo già numerosi rinvii. – LEGGI QUI

La galleria di Atina, chiusa dal marzo 2025 per lavori di messa in sicurezza, sta diventando un simbolo di inefficienza. “Dovevamo ripartire oggi (ieri, ndr) – incalza Borza – e invece ci ritroviamo con altri due mesi di disagi, con il forte sospetto che neppure la scadenza di marzo verrà rispettata. Parliamo di migliaia di automobilisti, lavoratori, studenti e famiglie della Val di Comino, del Sorano e del Cassinate che ogni giorno sono prigionieri di un’arteria vitale interrotta”.

Il consigliere Borza, che da mesi guida la protesta attraverso petizioni popolari, raccolte firme e solleciti formali agli enti superiori, punta il dito sulla pericolosità della viabilità alternativa: “Gli utenti sono costretti a riversarsi su strade secondarie inadeguate, strette, prive di illuminazione e disseminate di buche. È un percorso a ostacoli che mette a rischio la sicurezza stradale e che causa una perdita enorme in termini di tempo e costi di carburante”.

Class action contro Anas

Di fronte a questa situazione di stallo, Borza annuncia il passaggio dalle parole ai fatti: la class action contro Anas.

“Sabato scorso ho incontrato un legale che ha confermato la fattibilità concreta di un’azione legale collettiva – spiega il Consigliere –. L’obiettivo è ottenere il risarcimento dei danni subiti da tutti i cittadini penalizzati da questa chiusura infinita e dai continui ritardi. Non possiamo più restare a guardare mentre il nostro territorio viene isolato e umiliato”.

Mario Borza si pone dunque come punto di riferimento operativo per coordinare l’iniziativa: “Invito tutti i cittadini interessati, i pendolari e chiunque abbia subito un pregiudizio economico o personale a contattarmi direttamente. È il momento di dare corpo a questa battaglia legale per far valere i nostri diritti e costringere Anas a prendersi le proprie responsabilità. Non faremo un passo indietro finché non avremo ottenuto giustizia e la certezza della riapertura”.

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