Una mattinata da incubo. Per studenti, lavoratori, pendolari, per chi doveva raggiungere un ospedale o semplicemente uscire di casa. L’ondata di gelo che ha investito il Centro Italia non ha risparmiato la provincia di Frosinone. Ma, ed è questo il punto più grave, non si è trattato di un evento improvviso o imprevedibile.
Le previsioni meteo parlavano chiaro da giorni: temperature in picchiata, rischio ghiaccio sulle strade, pericolo diffuso soprattutto nelle zone interne e montane. Eppure questa mattina la Ciociaria si è svegliata con una rete viaria trasformata in una trappola.

Da nord a sud della provincia si contano numerosi incidenti, auto finite fuori strada, veicoli in difficoltà. Sulla provinciale di Paliano le vetture hanno iniziato a slittare pericolosamente già dalle prime ore dell’alba. Stessa situazione ad Alatri, sulla strada provinciale 14 tra Ceccano e Pofi dove un incidente ha paralizzato la viabilità per ore, e a Casamari nel territorio di Veroli.
Sora-Cassino da incubo
Ma lo scenario peggiore si è registrato sulla Sora–Cassino, in particolare nel tratto che attraversa la Valle di Comino, dove già nella serata di ieri si erano verificate nevicate.
Qui l’asfalto si è trasformato in una lastra di ghiaccio continua, con automobilisti costretti a procedere a passo d’uomo, o a fermarsi del tutto, in condizioni di rischio estremo per la propria e l’altrui incolumità.
E allora la domanda è inevitabile: di chi è la responsabilità? Perché non è accettabile chiamare in causa il meteo. I bollettini c’erano, le allerte anche. Il gelo era previsto. Per quale motivo le amministrazioni comunali, la Provincia e gli enti gestori delle arterie principali non hanno predisposto per tempo lo spargimento di sale e l’impiego dei mezzi?
Basta spostare lo sguardo di pochi chilometri, al confine con l’Abruzzo, sulla SR 509 Forca d’Acero, per capire tutta la differenza. Sul versante laziale il caos. Superato il confine, strade pulite, mezzi in azione, sale già sparso dalla sera precedente. Un’organizzazione che funziona, mentre in Ciociaria si è scelto – di fatto – di non scegliere nulla.
Dalle prime ore del mattino sono arrivate decine e decine di segnalazioni di automobilisti inferociti, costretti a percorrere strade impraticabili, pericolose, indegne di un territorio civile. Una situazione semplicemente inaccettabile.
Come se non bastasse, sulla Sora–Cassino pesa ancora l’emergenza della galleria chiusa, con deviazioni su percorsi alternativi già di per sé inadeguati. Anche lì, durante la notte, il ghiaccio ha fatto il resto, moltiplicando i disagi e i rischi.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti: un fallimento totale della prevenzione, un territorio lasciato solo ad affrontare un’emergenza annunciata, con cittadini esposti a pericoli gravissimi per colpe che non sono loro.
La sintesi è brutale: questa mattina la Ciociaria è stata abbandonata. E non è la prima volta.