Ci sono luoghi che non hanno bisogno di cartelli per farsi notare. Basta rallentare, alzare lo sguardo, e il silenzio cambia peso. Succede lungo la via Casilina, poco fuori Ferentino, al chilometro 68.700. Al centro di un terreno circondato da alberi sorge una casa grande, imponente, risalente agli anni Trenta. Un edificio che deve aver conosciuto giorni migliori e che oggi appare fermo, sospeso, come se il tempo avesse deciso di aggirarlo.
Non è una casa abbandonata come le altre. È un luogo che conserva un’aura difficile da definire, fatta di voci, racconti e di un mistero che da decenni resiste al passare degli anni.
Le finestre che non combaciano e i lavori interrotti
La fama dell’edificio nasce da una caratteristica tanto semplice quanto inquietante: le finestre non si riescono a montare. Nel corso degli anni, diverse ditte edili avrebbero tentato di ristrutturare la casa. Ogni volta, però, i lavori si sarebbero fermati davanti allo stesso problema. Le misure prese per gli infissi, una volta tornati in cantiere, risultavano diverse. Cambiate. Finestre perfette sulla carta diventavano inutilizzabili davanti ai muri reali.
Lo stesso sarebbe accaduto per tramezzi e pavimentazioni. A questo si aggiungono i racconti di incidenti inspiegabili: operai feriti da oggetti caduti senza apparente motivo, attrezzi che si muovevano, un clima di crescente tensione che spingeva tutti ad andarsene. Da qui il soprannome che l’ha resa celebre: la casa infinestrabile.
Leggende, ombre e una curiosità che non si spegne
Attorno alla casa, col tempo, si sono accumulate leggende sempre più cupe. Si parla di una coppia di amanti trovata morta e carbonizzata, di episodi violenti risalenti alla Seconda Guerra Mondiale, quando l’edificio sarebbe stato utilizzato dai soldati tedeschi. Altri raccontano di una donna che avrebbe ucciso dei bambini all’interno della casa, togliendosi poi la vita.
C’è anche chi giura di aver visto ombre muoversi dietro finestre che non esistono, luci accendersi di notte, rumori provenire dalle stanze vuote. Racconti difficili da verificare, ma abbastanza persistenti da trasformare l’edificio in una meta per appassionati di misteri e fantasmi.
Le certezze, però, restano pochissime. Documenti, prove, spiegazioni razionali sono scarse. La casa resta lì, lungo la Casilina, senza finestre e senza risposte.
Credere o meno alle storie che la circondano è una scelta personale. Ma una cosa è certa: alcuni luoghi continuano a farsi ricordare proprio perché non vogliono spiegarsi.
