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”L’Eroica”, lo spettacolo di Branchie Teatro va in scena nel carcere di Frosinone

Il 10 e il 14 gennaio lo spettacolo con i detenuti del progetto Ossigeno: teatro come spazio di identità, responsabilità e libertà

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Andrà in scena il 10 gennaio 2026, con replica aperta al pubblico esterno, e il 14 gennaio, con una matinée dedicata alle scuole, presso la Casa Circondariale di Frosinone, lo spettacolo “L’Eroica”, produzione di Branchie Teatro realizzata nell’ambito del progetto Ossigeno.

Lo spettacolo nasce dal lavoro condiviso con attori, sarti e scenografi detenuti, protagonisti di un percorso artistico e formativo che utilizza il teatro come strumento di espressione, riflessione e crescita personale all’interno dell’istituto penitenziario.

“L’Eroica” affronta il rapporto tra identità individuale e legge collettiva, utilizzando la metafora di una legione di eroi per interrogare il pubblico sulle dinamiche di appartenenza, solidarietà e conformismo. Al centro della narrazione emerge il sottile confine tra responsabilità e libertà personale, tema particolarmente significativo in un contesto come quello carcerario, dove il teatro diventa spazio di dialogo e consapevolezza.

La drammaturgia e la regia sono curate da Sofia Tremontini e Laura Mariottini, mentre scenografia e costumi portano la firma di Giulia Costa, Gilles Mascaro e Giulia Simonetti. Il disegno luci è affidato a Fabio Pecchioli, l’organizzazione a Ruben Stacchi. In scena, insieme ai professionisti, gli attori, i sarti e gli scenografi detenuti coinvolti nel progetto Ossigeno.

“L’Eroica” si inserisce all’interno del progetto teatrale “Ossigeno – Storie ad Ampio Respiro”, ideato e curato da Branchie Teatro e sostenuto dalla Regione Lazio. Attivo dal 2019, il progetto opera come laboratorio permanente nella Casa Circondariale di Frosinone – reparto media sicurezza, con l’obiettivo di promuovere il teatro come strumento di inclusione, responsabilizzazione e reinserimento sociale.

Un’esperienza culturale che conferma il valore del teatro anche nei luoghi di restrizione, restituendo voce, dignità e possibilità di racconto a chi vive la detenzione.

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