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San Vittore del Lazio, accolto il ricorso dei cittadini contro il termocombustore: sarà trattato il 7 maggio

Acea non trova nelle parole dei giudici amministrativi la esplicita ‘sospensione dei lavori' e quindi non intenderebbe fermare il cantiere

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Un momento in cui si può, almeno, riprendere fiato. Niente di sconvolgente: poco più di 3 mesi. Ma anche questo gruzzolo di settimane sembra un gran risultato nella lunga e infruttuosa battaglia dei cittadini e delle associazioni ambientaliste contro il termocombustore di San Vittore del Lazio. Contro la scelta di Roma di collocare nell’estrema periferia sud del Lazio il mostruoso bruciatore dell’immondizia dell’intera regione, mentre restano ignoti gli effetti concreti e verificati delle emissioni nell’aria e delle ricadute sui suoli delle emissioni, i contraccolpi per la salute di tutti, le insidie immesse nell’aria che respirano fino a Cassino ed hinterland e giù in una ampia fetta della provincia di Caserta fino a lambire il Molise. Ma il blocco dei decisori politici e istituzionali è granitico e cementato direttamente da Acea Ambiente, multiutility che già ha invaso il territorio con la sua gestione del servizio idrico – con risultati che abbiamo già illustrato su queste pagine per il livello di perdite, razionamenti del flusso, distacchi ai morosi, livelli delle bollette -, sostenuta a tutti i livelli e da tutti gli schieramenti.

Residenti costretti ad autotassarsi per difendere le loro ragioni

Fatto sta che grazie all’autotassazione dei cittadini e grazie ai ricorrenti del Comune di Rocca D’Evandro (comune confinante con San Vittore del Lazio ma ubicato in Provincia di Caserta) è andata per ora a buon fine l’impugnativa al Consiglio di Stato per la quarta linea del termocombustore che si erge a ridosso del casello A1 sanvittorese. I giudici, infatti, hanno emesso ordinanza contro la Regione Lazio, il ministero della Transizione Ecologica, il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Inoltre contro l’Agenzia Regionale Protezione Ambiente Lazio, Agenzia Regionale Protezione Ambiente Campania; Provincia di Frosinone, Agenzia Regionale Protezione Ambiente Lazio – Sezione Frosinone, Asl di Frosinone e Regione Campania e nei confronti della società Acea Ambiente S.p.A.. “Il Consiglio di Stato – si legge nella pronuncia – in sede giurisdizionale (Sezione Quarta), accoglie l’istanza cautelare (Ricorso numero: 697/2026) ai soli fini della sollecita trattazione del
merito, per la quale viene fissata la pubblica udienza del 7 maggio 2025″.

Ma il cantiere della quarta linea probabilmente non sarà fermato

Inoltre, “compensa tra le parti le spese della presente fase cautelare. La presente ordinanza sarà eseguita dall’Amministrazione ed è depositata presso la
N. 00697/2026 REG.RIC. segreteria della Sezione che provvederà a darne comunicazione alle parti. Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 5 febbraio 2026″. Esultano i cittadini, che pure dovranno sborsare un’altra quota per le spese compensate, esultano anche dalla parte cassinate dove il presidente di Fare Verde Frosinone, Marco Belli, è stato sempre tra i fautori delle iniziative legali di opposizione al di là delle manifestazioni e proteste di strada. Ma Acea non trova nelle parole dei giudici amministrativi la esplicita ‘sospensione dei lavori’ e quindi non intenderebbe fermare il cantiere della quarta linea. Anzi proprio nei giorni scorsi ha pubblicato un un bando per l’affidamento della progettazione e l’esecuzione dei lavori di revamping della seconda linea – Ln2 per un valore di 73 milioni 971mila 767 euro. E già l’importo dell’intervento dà una idea degli interessi in gioco.

Partito poi anche il bando per il revamping della seconda linea

L’impianto di San Vittore, attualmente composto da tre linee e dalla quarta in costruzione, è riconosciuto come “insediamento strategico d’interesse nazionale per la tutela della salute e dell’ambiente”. Definizione che fotografa i casi in cui il linguaggio burocratico riesce pure ad essere ironico, specialmente se le sue parole vengono lette da chi risiede a portata di ciminiera.

“Ora siamo in attesa fiduciosa che il 7 maggio arrivino davvero buone notizie – commenta il presidente di Fare Verde Belli -; per ora è visibile una piccola formica contro la quarta multinazionale del mondo. E in effetti sì, siamo una piccola formica che deve fare le collette per difendere i cittadini ma pur sempre una formica che ha avvicinato persone generose, capaci, con titoli di studio consoni che credono in un ambiente pulito e in un futuro senza malattie da inquinamento ambientale”.

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