Sanità e crisi, un binomio che purtroppo sembra indissolubile. È di questi giorni l’ultima segnalazione circa le ‘difficoltà’ riscontrate quando si cerca di fare prevenzione.
Un post pubblicato su un gruppo Facebook che, nemmeno a dirlo, ha raccolto l’attenzione e la legittima indignazione del “popolo social”: oltre alla solidarietà, tantissime le testimonianze che raccontano la medesima esperienza “denunciata” dalla cittadina: «Ho preso appuntamento più di anno fa per una visita presso l’ospedale di Alatri. Mi è arrivato un messaggio di conferma la scorsa settimana. Mi sono presentata in ambulatorio con una regolare impegnativa timbrata e con un numero di prenotazione: la visita non è stata eseguita perché non c’era il medico. Ho ringraziato Dio di avere l’ospedale, così come suggerito dall’impiegata, ma mi chiedo a cosa serva avere l’ospedale se questo funziona a singhiozzo».
Le testimonianze
Come detto, tra i commenti di sdegno numerosissimi i racconti quasi identici a quello descritto: dal presidio di Alatri a quello di Frosinone, da Anagni a Veroli e via dicendo. «Dopo un anno di attesa, il giorno prima dell’appuntamento mi contattano per disdire la visita perché non c’è il medico. Chiedo un altro appuntamento: “Signora no, non sappiamo quando ritorna, la ricontatteremo noi”. Sono trascorsi due anni da allora, ho fatto tutto a pagamento». Ed ancora: «Prenotata una visita cardiologica a febbraio per avere l’appuntamento il 3 ottobre 2025. Qualche giorno prima ci chiamano per avvertirci che il controllo veniva “rinviato” poiché la dottoressa era malata e che saremmo state richiamate per una nuova data. Ad oggi ancora nessuna notizia, a distanza di oltre 3 mesi, siamo preoccupati per la dottoressa, sarà ancora malata?»; «Ospedale di Frosinone, con il macchinario rotto e non sono stata neanche contattata per essere avvisata che non avrei potuto eseguire l’esame strumentale. Però mi hanno telefonato tre giorni prima per domandare se confermavo la richiesta prenotata da un anno…ed il macchinario era già fuori uso. Mi sono fatta una mattinata di sala d’attesa finché, spazientita, ho bussato e reclamato perché i numeri di Cardiologia non venissero chiamati. Risposta: “Il macchinario è rotto da 20 giorni, non l’hanno avvista? La richiameremo noi per un nuovo appuntamento. Sono passati 5 anni»; «Appuntamento per visita oculistica da un anno, hanno chiamato mia madre il mese scorso per dirle che la visita era da spostare perché il medico aveva problemi. Lei ha chiesto un altro appuntamento, invano, hanno risposto che non potevano ed avrebbe dovevo rifare tutto tramite CUP».
«Anche io con appuntamento all’ospedale di Frosinone, preso da un anno, disdetto qualche giorno prima perché mancava la dottoressa. Dopo avermi rassicurata su un’altra data da fissare a breve, non mi hanno più chiamata. Sono passati 2 anni»; «A mio figlio è successo a luglio per una visita presa un anno prima: la mattina dell’esame non è andato a lavorare ed alle 09:30 lo hanno chiamato dicendo che il dottore non c’era, lo avrebbero richiamato per recuperare l’appuntamento. Fino a novembre, quattro mesi dopo, non si è sentito nessuno. Sono andata in ospedale per sollecitare, allo sportello mi dicono di riprendere un nuovo appuntamento che mi volevano dare a dicembre 2026. Ho chiesto il rimborso per andare privatamente».
La crisi
Sicuramente pesano il risultato di anni di tagli ai finanziamenti pubblici, depotenziamento, investimenti poco mirati, riduzione delle risorse, rallentamento delle assunzioni: un risultato amaro, che pesa sulle spalle del cittadino e grava sulle sue tasche, nonostante i “disservizi”. È il collasso del Sistema Sanitario Nazionale, una crisi che sembra essere insanabile: liste d’attesa infinite per visite ed esami, carenza di personale, sovraffollamento di pazienti in Pronto Soccorso, nei reparti, negli ambulatori. Davanti a tante criticità ed, in alternativa, ai costi esosi dei privati, i cittadini rinunciano alla prevenzione, ai controlli, alle cure. Dall’altra parte, i medici, esasperati e stremati, continuano a fuggire in direzione di cliniche virtuose. La salute, che è un diritto universale, sta ormai diventando un privilegio: se non si adotteranno politiche per la riorganizzazione del sistema, è facile presumere che presto si assisterà alla chiusura di ulteriori presidi.
La posizione della Asl
La nostra redazione si è premurata di contattare la ASL Frosinone che, ovviamente, è consapevole delle diverse problematiche e dei disagi all’utenza che ne derivano. In virtù delle “lacune” dovute alla penuria di personale, la dirigenza conferma di aver indetto diversi concorsi per l’assunzione di medici e sanitari, molti dei quali sono andati deserti, non ha risposto nessuno. Contestualmente l’Azienda ricorda che per prestazioni urgenti è possibile usufruire del “Percorso di Garanzia”, che garantisce l’accesso alle prestazioni specialistiche in tempi contenuti: come descritto nella pagina ufficiale “Salute Lario” della Regione Lazio, «Il Percorso di Garanzia si integra nel sistema di prenotazione delle prestazioni sanitarie ReCUP ed è utilizzabile per le prescrizioni che riportano la classe di priorità B (Breve), ovvero per le prestazioni che devono essere erogate entro un massimo di 10 giorni. Per queste prescrizioni sarà possibile attivare un Pass di garanzia che impegnerà le ASL ad offrire l’erogazione della prestazione, anche mediante ricorso a strutture accreditate o in regime intramoenia».
