La decisione di abbattere alcuni alberi lungo via Costantinopoli, a Sora, finisce al centro della polemica politica. A intervenire è Floriana Porretta, presidente del Movimento Civico Sanità e Territorio, che in una nota durissima accusa l’amministrazione comunale di mancanza di trasparenza e di rispetto verso la comunità, sollevando interrogativi sulle motivazioni dell’intervento e sulle scelte future per una strada oggi rimasta “desolata”.
Porretta incalza
Sono stati tagliati degli alberi su Via Costantinopoli a Sora, come sempre senza spiegazioni e lasciando la strada desolata. Il fatto suscita alcune considerazioni e qualche domanda. La mancanza di comunicazione e relazione con i cittadini continua ad essere la pratica standard di questa Amministrazione. Il che, tradotto, significa: io sono stato eletto e faccio come mi pare. Ma non è questo lo spirito che è stato insufflato nelle istituzioni democratiche dai costituenti. – Incalza Floriana Porretta, Presidente del Movimento Civico Sanità e Territorio – Specialmente per questioni sensibili come questa, infatti, avvertire i cittadini non è soltanto una questione di opportunità e rispetto, ma anche un dovere istituzionale: chi assurge alla guida delle istituzioni democratiche, infatti, non va lì a “comandare” e a farsi gli affari suoi, ma ad amministrare (o a governare) per conto di altri i beni di altri, che lo hanno delegato pro tempore. Quando accade il contrario, quelle istituzioni cessano di essere democratiche.
“Nel merito, poi, s’impongono alcune domande. Innanzitutto, perché sono stati abbattuti gli alberi? Erano malati? Sulla base di quale parere tecnico? C’è il parere di un agronomo? Era inevitabile abbatterli? Ma soprattutto, ora cosa si pensa di fare? Di lasciare quella strada desolata o cosa? Insomma, se si avesse un minimo di rispetto per i cittadini e per le istituzioni, si sarebbe stati indotti a rispondere pubblicamente, a queste domande e ad altre, prima di compiere qualsiasi atto. Perché a fatto compiuto ogni risposta assume sempre l’aspetto di una toppa peggiore del buco”. – Conclude Porretta.
