Valle del Sacco, due mesi di sforamenti di Pm10. Fare Verde: “L’Ue avvii procedura d’infrazione”

Il presidente dell'associazione ambientalista, Marco Belli, dopo Procura di Frosinone e Regione Lazio si rivolge alla Commissione Europea

Agli esposti presentati alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Frosinone e all’Assessore all’Ambiente della Regione Lazio, si è aggiunta ieri una nota inviata alla Commissione Europea. Marco Belli, presidente di fare Verde provincia di Frosinone, sottolinea in questa maniera la gravità del nuovo record negativo d’inquinamento, con due mesi di superamenti per il PM 10 nel corso del 2025. Belli ha ricordato che le centraline Arpa Lazio di Ceccano, Cassino e Frosinone Scalo “evidenziano il superamento del valore limite giornaliero del PM10 e del numero dei giorni consentiti nell’arco dell’anno del PM10 previsti dalla normativa vigente in chiara inosservanza della sentenza 10 novembre 2020 (C-644/18), Commissione / Italia emessa dalla
Corte di Giustizia dell’Unione Europea, Grande Sezione che ha ritenuto l’Italia inadempiente in violazione della direttiva 2008/50, posta a tutela della salute umana e dell’ambiente”.

Comuni di Frosinone, Cassino e Ceccano: nessun contrasto allo smog

Secondo Fare Verde Provincia di Frosinone APS “l’Italia in modo continuativo e sistematico, ha superato i valori fissati per il particolato (PM10), violando così l’art. 13 e l’allegato XI della direttiva 2008/50; non ha adottato, misure appropriate per garantire il rispetto dei valori limite, è venuta meno all’obbligo di far sì che i piani per la qualità dell’aria prevedano misure adeguate affinché il superamento dei valori sia il più breve possibile, violando l’art. 23 c. 1. Fare Verde punta il dito sui comuni di Frosinone, Ceccano e Cassino che attuano attività di contrasto alle emissioni nell’aria con modalità molto approssimative. “Dopo aver tanto esposto e alla luce del fatto inconfutabile che l’inquinamento dell’aria persiste in modo esagerato nel sito UE 1212 con gravissime ripercussioni sulla salute dei soggetti più fragili si chiede alla Commissione Europea di difendere la popolazione della provincia di Frosinone”.

Gli Stati hanno il dovere di ristabilire il valore-limite obiettivo

Fare Verde Provincia di Frosinone APS contesta alle Autorità Italiane violazioni,
nell’arco temporale che va dal 2017 al 2025, della Direttiva 2008/50 – attualmente vigente – relativa alla qualità dell’aria ambiente e per un’aria più pulita in Europa.
Si prevede che “gli Stati membri provvedono affinché i livelli di biossido di zolfo, PM10, piombo e monossido di carbonio presenti nell’aria ambiente non superino, nell’insieme delle loro zone e dei loro agglomerati, i valori limite stabiliti. Ma ci sono anche i “Piani per la qualità dell’aria”, in cui è disposto che “se in determinate
zone o agglomerati i livelli di inquinanti presenti nell’aria ambiente superano un valore limite o un valore obiettivo qualsiasi, più qualunque margine di tolleranza eventualmente applicabile, gli Stati membri provvedono a predisporre piani per la qualità dell’aria per le zone e gli agglomerati in questione al fine di conseguire il relativo valore limite o valore-obiettivo”.

Ecco i motivi per cui il nostro Paese ‘merita’ un nuovo deferimento

L’inadempimento all’obbligo di adottare misure appropriate per garantire l’osservanza del limite delle particelle PM10 nell’aria porta Fare Verde “nell’interesse supremo dell’Ambiente e della salute dei Cittadini” a chiedere alla Commissione Europea “una nuova Infrazione all’Italia e un nuovo deferimento alla Corte per i seguenti
motivi: L’Italia in modo continuativo e sistematico, dal 2018 ad oggi e dopo la sentenza della Corte ha superato i valori fissati per il particolato (PM10) nel Sito UE 1212 Valle del Sacco; non ha adottato misure appropriate per garantire il rispetto dei valori limite, dal 2018 al 2025 nel Sito UE 1212 Valle del Sacco; è venuta meno all’obbligo di far sì che i piani per la qualità dell’aria prevedano misure adeguate affinché il superamento dei valori sia il più breve possibile”.

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Stefano Di Scanno
Stefano Di Scanno
Giornalista Professionista

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