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Comune di Frosinone, Mastrangeli riattribuisce le deleghe a Geralico e Turriziani ma non può dare la terza

FdI spaccata sul terzo assessorato. Intanto Forza Italia e Futura attaccano a testa bassa sulla vicenda della nuova sede del Centro Impiego

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Il sindaco Riccardo Mastrangeli ha riattribuito le deleghe alle assessore meloniane Simona Geralico (cultura, musei, biblioteche, turismo e pari opportunità) e Alessia Turriziani (welfare e politiche sociali), alle quali erano state tolte dopo la seduta consiliare del 30 dicembre che aveva registrato l’assenza del gruppo consiliare di FdI. La mossa del primo cittadino è anche un avvertimento al partito di maggioranza sul fatto che si ritenga pronto anche ad attribuire la terza delega ai “Fratelli”: dovrebbe andare a Sergio Crescenzi (area onorevole Aldo Mattia). Se non fosse che da sabato è tornata aspra la contrapposizione tra il gruppo di Fabio Tagliaferri – che tira tutto per l’elezione alla Provincia di Franco Carfagna -: Carfagna non dovrebbe neppure cedere il posto di capogruppo (a cui aspirerebbe Marco Ferrara) e comunque dovrebbe segnare a suo favore – nelle aspirazioni del presidente Ales – almeno un voto in più per Palazzo Iacobucci rispetto a quelli del concorrente leghista Andrea Amata (leggere Nicola Ottaviani). Insomma argomentazioni incomprensibili per chi pensa di stare in un consesso più ampio della lista civica messa su da un singolo esponente di periferia.

Da sabato gruppo consiliare meloniano di nuovo spaccato

Mastrangeli intanto non può attribuire la terza delega perché non gli è ancora arrivata la comunicazione con cui il coordinatore provinciale Massimo Ruspandini indica Crescenzi. Il problema è che a Ruspandini dovrebbe arrivare la comunicazione nello stesso senso del capogruppo Carfagna che, però, evidentemente ha altro a cui pensare piuttosto che far assegnare l’assessorato a quello che sarebbe nonostante tutto un collega di partito. Il confronto di sabato fra Tagliaferri e gruppo Mattia ha lasciato poco spazio al dialogo nel momento in cui s’è capito che non sarebbe stato possibile firmare il documento di sostegno a Carfagna alle provinciali, come condizione per il via libera a Crescenzi in giunta. Qualcuno ha fatto notare che cose del genere profilano uno scambio e che una stretta di mano sarebbe potuta bastare, come si faceva un tempo. Senza contare che se il capogruppo diventa candidato alla provincia dovrebbe lasciare ad altri il ruolo in Consiglio senza particolari discussioni. Invece no: come si fa a fidarsi tra associati tutti meloniani?

Mattia cerca a Roma il bandolo per ricostruire una strategia unitaria

Insomma s’è capito che non parliamo di interessi dei partiti ma di partite dei singoli e che se questi sono i “Fratelli frusinati” non c’è da stupirsi che la coppia Mastrangeli/Ottaviani abbia condotto i giochi amministrativi fino ad oggi, disinteressandosi di ogni ipotetico contraccolpo, e con molta probabilità continuerà a farlo nonostante ormai il sindaco abbia dato ad intendere di voler solo concludere la legislatura e gli aspetti programmatici rimasti incompiuti. Mentre Aldo Mattia si dice che abbia cercato il bandolo della matassa discutendo con referenti del partito regionale nelle stanze di Montecitorio; si capirà nelle prossime ore se il gruppo consiliare potrà tornare ad una almeno apparente strategia unitaria a Palazzo Munari. Perché un partito discute prima di scegliere il proprio candidato alle provinciali (Carfagna chi l’ha scelto?) o magari di promuovere la richiesta di un assessorato a favore di una formazione civica terza (Trina in giunta?). Procedure di consenso interno che in Fratelli d’Italia non trovano fondamento. Il solito decide e pretende pure che gli altri ci stiano.

Sede Centro impiego, nota congiunta di Futura e Forza Italia

Intanto sulla delibera di Giunta Comunale n. 398 del 02/12/2025, relativa all’acquisto dell’immobile di Via Rossini da destinare a Centro per l’Impiego, intervengono i gruppi consiliari di Futura e Forza Italia per denunciare “una gravità amministrativa e politica che va ben oltre l’acquisto stesso. Stupisce infatti che il Sindaco, in merito all’acquisto, abbia semplicemente sopperito alle eccezioni ricevute da Marzi, assumendo l’impegno di dare “impulso alle iniziative più opportune volte a verificare la sussistenza di eventuali ragioni di illegittimità e opportunità”. Ma tali verifiche non
avrebbero dovuto costituire la premessa per la relativa delibera di Giunta? Dunque, delle due, l’una: o l’attività amministrativa della maggioranza è così superficiale ed
inadeguata al punto di non aver neanche verificato la “legittimità e l’ opportunità”
dell’acquisto (cosa gravissima, poiché trattasi di valutazioni imprescindibili per un
acquisto pubblico di tal genere ) oppure stiamo assistendo ad un teatrino creato ad
hoc, dove Marzi, a fronte dell’ennesima azione scellerata, avrebbe scelto la strada
dell’interpellanza non per denunciare la totale incapacità governativa del Sindaco e
della sua Giunta con totale fallimento politico e amministrativo, ma per “ tendere la
sua mano” come consuetudine”.

Il dubbio: l’interpellanza ha favorito il patteggiamento politico

“Volendo escludere la prima delle suddette ipotesi – prosegue la nota di Forza Italia e Futura -, che vogliamo rifiutare in quanto espressione di totale sciagura amministrativa per la città, rimane giocoforza “il teatrino “, tra l’altro avvenuto con una sequenza temporale evocativa della scena di un film dove, prima della trattativa, uno degli attori, Marzi nella fattispecie, pone una spada di Damocle (l’interpellanza sul discusso acquisto) sulla testa di Mastrangeli, verosimilmente per ottenere
l’esaudimento delle proprie richieste. E’ più grave l’acquisto scellerato dell’immobile
o l’uso strumentale di averlo denunciato e diffuso per arrivare alla negoziazione
politica con il Sindaco? Trattativa a dir poco irrituale tra maggioranza ed opposizione, dove l’oggetto dell’interpellanza è divenuto incredibilmente argomento di patteggiamento tra le parti, non certo atto di responsabilità verso la città! Marzi
salvatore della città o più verosimilmente Marzi salvatore delle poltrone sua e di
Mastrangeli?”, conclude con una domanda la nota delle due liste.

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