Il Pd rimugina nella delusione del risultato finale, Fratelli d’Italia canta vittoria anche se ha messo in scena una grande conta interna. Forza Italia elegge Pasquale Cirillo che ha rischiato grosso tra le sabbie mobili del suo insidioso partito provinciale e regionale. La Lega conferma i suoi due consiglieri saldamente agganciati al carro Ottaviani. Poi ci sono i sempreverdi: Luigi Vacana che resta incardinato al suo posto, come pure l’ex esiliato Gianluca Quadrini. Entrambi “in paradiso” grazie alla rete di relazioni personali e senza partiti alle spalle.
Le inutili ma dispendiose elezioni provinciali, fatte l’8 marzo senza alcun rispetto per le donne – come notato prima di tutti e tutte dalla condirettrice Roberta Di Pucchio, QUI – hanno confermato l’assetto militare degli uomini al potere. Arcignamente determinati a far valere le ragioni delle proprie personali pretese, nell’assenza desolante di programmi ed anche di semplici dichiarazioni di principio.
L’assetto militare degli uomini all’assalto del potere fine a se stesso
Ma, si sa, nella stagione in cui il presidente della prima potenza mondiale s’esalta per gli affari spremuti dai conflitti d’interesse e per le leccate del proprio fondoschiena, non si può neppure pretendere che nella periferia italiana si conservi un almeno apparente approccio istituzionale al rinnovo del consiglio degli enti territoriali. Per questo, in fin dei conti, faceva bene Renzi a pensare di radere tutto al suolo (del resto la pratica è di grande attualità, non solo metaforica).
De Angelis: risultato frutto anche del peso della Regione sui Comuni
Iniziamo dal Pd, puntava ad essere il primo partito con 4 eletti. Finito distanziato da FdI con 3 eletti. Rappresentanti di tre approcci diversi, Vittori di area De Angelis, Fardelli di area Battisti/Pompeo e il sindaco di Cassino a fare quello che fa anche nella sua città: dispone e decide. E gli riesce pure. In questo quadro le dichiarazioni del presidente del Pd Lazio non sono le più semplici da pronunciare ma qualcosa fanno capire comunque: “É un quadro che va letto con molta attenzione – esordisce Francesco De Angelis -, Il centrodestra ottiene un risultato importante, frutto anche del peso che esercita la Regione Lazio, sulle amministrazioni. Dinanzi a queste difficoltà, il Pd conferma comunque la sua forza, eleggendo 3 consiglieri. Ai quali vanno le mie congratulazioni e gli auguri di buon lavoro. In queste elezioni, dove purtroppo votano gli amministratori e non i cittadini, il Pd paga l’assenza dalla competizione delle altre forze del campo progressista. Abbiamo fatto la corsa da soli e insieme alla civica presentata da Luigi Vacana. Anche a lui faccio le mie congratulazioni e gli auguri di buon lavoro”.

Alfieri: i dem da anni sono divisi al loro interno e questo è l’effetto
“Voglio inoltre ringraziare tutti i candidati del Pd, adesso dobbiamo riorganizzare la nostra presenza nei territori, dare forza e visibilità al centrosinistra e impegnarci da subito per la vittoria del ‘no’ al referendum. La destra ha vinto ma il Pd c’è ed è da questo risultato che dobbiamo ripartire uniti per costruire l’alternativa. La competizione, quella vera, sarà quando voteranno i cittadini e a quella competizione dobbiamo prepararci da subito”, conclude De Angelis. A dare una lettura critica all’accaduto pensa il sindaco di Paliano, Domenico Alfieri: “Il risultato sotto le aspettative del Partito Democratico alle elezioni provinciali non è una sorpresa. È il risultato di anni di divisioni interne e di un Partito che troppo spesso ha smesso di fare il Partito. Ci siamo concentrati su guerre interne senza alcun senso, mentre i nostri amministratori venivano lasciati soli ad affrontare problemi e responsabilità nei territori”.
“Un’altra lezione utile a fermare chi continua a correre per se stesso”
Secondo Alfieri, “in questo vuoto si è inserita la destra, in particolare Fratelli d’Italia, favorita anche dal governo della Regione Lazio. Nel Partito non vedo vincitori né vinti in questa tornata elettorale. Il voto ponderato delle provinciali non è il voto popolare, ma una cosa è evidente: se ognuno di noi continua a correre per sé stesso, nessuno di noi andrà lontano. Serve tornare a fare ciò che per troppo tempo è mancato: presenza nei territori, confronto politico vero e una visione strategica condivisa. Nei momenti più difficili serve unità, rinnovamento, responsabilità e rispetto reciproco. Senza unità non c’è futuro per la nostra Comunità. Con l’unità possiamo tornare ad essere una comunità politica credibile e un punto di riferimento per amministratori e cittadini. Spero che questa ennesima lezione ci faccia riflettere. Errare è umano, perseverare è diabolico”.
Ruspandini con la feluca ringrazia tutti, a partire da Righini
Dal Pd ai vincitori meloniani. Il coordinatore provinciale Massimo Ruspandini, che ha sostenuto Cardinali insieme a Fabio De Angelis, in realtà è arrivato secondo dietro a Stefano D’Amore sostenuto da Giancarlo Righini e Aldo Mattia: “Fratelli d’Italia, è nella nostra Provincia, il primo partito anche tra gli amministratori. Siamo una delle poche Province d’Italia dove questo è avvenuto – annota Ruspandini -. Troppo spesso infatti al grande risultato a livello nazionale del quale va dato merito soprattutto al nostro Presidente Giorgia Meloni, non corrispondono risultati altrettanto lusinghieri a livello locale. E questo per una serie di ragioni anche storiche legate al radicamento di strutture di partito più antiche e rodate delle nostre ma non è questo il contesto per analizzare questo dato né spetta a me farlo. A me tocca l’onore di ringraziare tutto il Partito Provinciale per i quasi trentamila voti ponderati, un risultato al di sopra di ogni più rosea mia aspettativa”.
Intanto Mattia sprona a pensare subito al rinnovo del presidente
Dopo i ringraziamenti agli eletti Stefano d’Amore, ad Alessandro Cardinali, a Simone Paris e Andrea Velardo, Ruspandini disegna la geografia interna puntando diplomaticamente ad azzerare la grande conta: “Un grazie particolare a tutti coloro che hanno permesso questo risultato straordinario, dall’assessore regionale Giancarlo Righini, che ci ha indubbiamente consentito di andare oltre il perimetro del partito al Presidente della Saf Fabio De Angelis, ai consiglieri regionali Alessia Savo e Daniele Maura. Mi è d’obbligo citare altresì per l’impegno profuso i parlamentari Pulciani e Mattia, il presidente di Ales Tagliaferri, il presidente di Ater Iannarilli, i sindaci, i consiglieri, tutti i dirigenti provinciali, i presidenti di circolo e i commissari delle comunità montane senza dimenticare il contributo importantissimo di Noi Moderati”. Da parte sua Aldo Mattia sottolinea il “grande lavoro di tutti gli amici, a partire dal presidente provinciale: obiettivamente portare a casa 4 consiglieri e determinare una maggioranza di centrodestra è propedeutico per le elezioni del presidente”.
Forza Italia, sanguina ancora la “ferita” della sfiducia di San Giorgio
Forza Italia e Lega intanto continuano a guardarsi in cagnesco: la sfiducia al sindaco di San Giorgio a Liri azzurro da parte di consiglieri considerati vicini a Ciacciarelli ed Abbruzzese brucia ancora. Pasquale Cirillo, neo consigliere provinciale tornato dopo due lustri circa di assenza del capoluogo a rappresentare la sua città nell’assise di Palazzo Jacobucci, non si tira certo indietro. Infatti dedica la sua elezione proprio a all’ormai ex primo cittadino Francesco Lavalle: “La vittoria è anche per il nostro sindaco Lavalle – esordisce -, la dedico ad un caro amico che è stato defenestrato dalla carica di sindaco in malo modo da una parte politica che doveva essere alleata. Mi riferisco alla Lega. che ha compiuto un atto di una gravità unica. Ma sono certo che Lavalle tornerà di nuovo in campo perché capace e brillante”.
“Io dissi no quando mi venne proposto di firmare contro Mastrangeli”
Cirillo poi ricorda come, a differenza dell’area legata a Ciacciarelli/Abbruzzese, “noi siamo un partito responsabile e fondatore del centrodestra. Per cui, quando mi fu chiesto di firmare la sfiducia a Mastrangeli noi abbiamo detto di no. A differenza di altro partito che ha firmato la sfiducia e fatto cadere un sindaco di Forza Italia ad una settimana dalle elezioni provinciali”. Quanto al resto, Cirillo dice: “Sono felicissimo del risultato che ho raggiunto. Ovviamente non ha vinto Cirillo ma una comunità di Forza Italia. Voglio ringraziare tutti gli amministratori ma soprattutto i candidati che hanno contribuito affinché si raggiungesse un risultato importante per far capire che FI c’è. É presente su territori ed è radicata. Ovviamente, altro aspetto non meno importante: finalmente Frosinone torna ad avere un rappresentante in provincia dopo tanti anni”.
Lega, Amata: con Zaccari rafforzeremo il dialogo coi Comuni
“Il risultato delle elezioni provinciali rappresenta un segnale politico chiaro nel radicamento amministrativo, consolidando la fiducia da parte degli amministratori del territorio – ha commentato da parte sua il leghista Andrea Amata -. In un sistema elettorale come quello delle Province – dove votano sindaci e consiglieri comunali – il consenso assume un significato particolarmente rilevante. Non si tratta infatti di un voto di opinione, ma di una valutazione diretta del lavoro amministrativo svolto negli anni. La riconferma indica quindi che il percorso portato avanti è stato percepito come serio, coerente e utile per i territori. Determinante è stato il lavoro costruito nel tempo con una rete di amministratori locali che condividono valori di responsabilità, competenza e attenzione concreta ai problemi delle comunità. Questo radicamento ha permesso alla Lega di ottenere un risultato significativo, eleggendo due rappresentanti in Consiglio Provinciale, confermando così la propria presenza istituzionale. La presenza in Consiglio Provinciale insieme a Luca Zaccari permetterà di garantire una rappresentanza ancora più incisiva, con l’obiettivo di difendere gli interessi dei territori e rafforzare il dialogo con i comuni”.