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Elezioni provinciali, la grande corsa alla poltrona nel caos furbo che fa sparire partiti e schieramenti

Domenica al voto gli amministratori dei Comuni della Ciociaria per il rinnovo dell'assemblea di Palazzo Iacobucci. Pronostici e riflessioni

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I Comuni di Frosinone e Cassino, gli unici sopra i 30mila abitanti, esprimeranno la terza forza in termini di voti ponderati tra le fasce demografiche che distinguono i Comuni della provincia: 18mila 502 (fascia E). I più influenti saranno i dieci centri con popolazione tra 10 a 30mila abitanti che coi loro amministratori attribuiranno 34850 voti ponderati (fascia D).

A seguire i paesi tra 5mila e 10mila abitanti (14040 – fascia C). Poi quelli tra 3mila e 5mila abitanti: con 13650 voti ponderati (fascia B). I Comuni più piccoli, in fascia A, costituiscono di fatto la seconda forza tra le fasce demografiche individuate, potendo attribuire 18528 voti ponderati. Sono i dati aggiornati al 2 marzo sulla consistenza del corpo elettorale attivo in vista delle elezioni provinciali di dopodomani, domenica 8 marzo.

Il seggio elettorale principale sarà sistemato nella sala del Consiglio della Provincia di Frosinone per gli elettori dei comuni di fascia B, C, D, E. Sarà attiva anche la sottosezione elettorale, ubicata presso la sala Cascella della Provincia di Frosinone (al piano terra), per gli elettori dei comuni di fascia A. Le operazioni di voto si svolgeranno dalle ore 8.00 alle ore 20.00.

La mobilitazione della politica distante dalla vita reale degli amministrati

La campagna elettorale che si conclude è considerata da alcuni dei protagonisti una delle più avvelenate che si ricordi. Non manca chi sottolinea la consistenza relativa agli interessi in gioco anche se qui si parla di gestione di un ente di secondo livello in cui, come riferito in precedente servizio, la trasversalità e il consociativismo cancellano del tutto le differenze politiche. Siamo al livello di gestione pura del potere, con milioni di euro di denaro pubblico sui quali raramente si accendono i fari a favore d’opinione pubblica, mancando del tutto la luce che potrebbe arrivare da una salutare dialettica tra maggioranze ed opposizioni. Fatto sta che le contrapposizioni e la distribuzione di “pizzini” sui voti da dare (avvenuto anche questo) corrispondono solo alla necessità di spingere in Consiglio provinciale chi meglio risponde alle logiche del gruppo di riferimento. Centrodestra e centrosinistra non sanno manco su cosa differenziarsi su una scena dominata da questioni che nulla hanno a che fare con le crisi del territorio e con le problematiche che i cittadini si trovano quotidianamente a dover affrontare.

Frosinone, due candidati ma ancora una volta nessuno sarà eletto

La situazione del Consiglio comunale di Frosinone è l’indice di una gran confusione che non consente più di distinguere nettamente tra forze e schieramenti. Due sono i consiglieri comunali candidati, Marco Ferrara nella lista Progetto Futuro e Pasquale Cirillo in Forza Italia: entrambi di centrodestra col centrodestra al governo della città. Giochi facili, si dovrebbe dire. E invece no. La tendenza in atto è tale da far prevedere che anche stavolta il capoluogo non avrà propri rappresentanti nell’assemblea di Palazzo Iacobucci. Basta fare una conta basata sulle indiscrezioni per comprendere la situazione. Il presidente del Consiglio comunale Max Tagliaferri avrebbe intenzione di votare Forza Italia, in particolare Valter Tersigni. con lui potrebbe avere 2 o 3 consiglieri (tra i quali Giovanni Bortone) che lo seguirebbero (far votare un sorano dai frusinati è test d’abilità fazzoniana). Insomma nella sua città Cirillo rischia di restare a 4 consensi massimo: quelli suo e l’altro di Maurizio Scaccia, gli altri due che verranno da Futura. Un quinto voto dovrebbe arrivare da Cassino.

Ferrara non catalizza la maggioranza, Cirillo abbandonato da Fazzone

Marco Ferrara puntava a giungere secondo nella sua lista, subito a ridosso di Gianluca Quadrini. Ma il posto d’onore è ormai insidiato seriamente da Giuseppe Musto. Ferrara potrebbe ottenere 5 voti: 3 del gruppo di Identità Frusinate e due dalla lista di Antonio Scaccia. Il vicesindaco avrebbe infatti assicurato gli altri due a sostegno di Andrea Amata (come da indicazioni di Nicola Ottaviani). Il leghista atinate potrebbe contare sui voti del sindaco Mastrangeli e della galassia Ottaviani: 7 in tutto. Fratelli d’Italia, già falcidiata dall’uscita di Ferrara e Crescenzi, dividerebbe i tre voti a disposizione tra Velardo (2) e Paris (1). Il Pd ferentinate Luigi Vittori otterrà i voti dei 3 consiglieri dem, mentre Luigi Vacana verrebbe votato dal socialista Vincenzo Iacovissi e da Armando Papetti anche in ossequio all’accordo per le comunali.

Cassino, sindaco spinto dal ‘razzo a 13 voti’ della sua coalizione

Il sindaco Salera a Cassino partirebbe con un “booster” di 13 voti, tutti della granitica e fervidissima maggioranza. Luca Fardelli potrebbe ottenere un paio di preferenze dai civici. Un voto dai civici dovrebbe arrivare a Gianluca Quadrini. Gruppo di FdI (Petrarcone, Buongiovanni e Nouri) diviso: 2 consensi a D’Amore e 1 a Paris. La forzista Chiusaroli dovrebbe dare la preferenza a Cirillo. Il voto del leghista Ranaldi dovrebbe essere destinato ad Amata. Ma va ribadito che queste previsioni sono basate su semplici indiscrezioni che servono a dare l’orientamento del quadro complessivo. Una attesa che nella Città Martire è tutta per l’affermazione del primo cittadino. Ma il primo posto della lista del Pd pare ancora contendibile nonostante la formidabile spinta del consenso cassinate militarmente organizzato. Infatti il ferentinate Luigi Vittori potrebbe soffiare la prima piazza grazie al suo radicamento in tutti i grandi centri del nord della provincia, da Frosinone a Ferentino, Ceccano, Veroli, Alatri ed Anagni. La battaglia il primo cittadino cassinate la potrebbe vincere quindi soprattutto contando sull’aiuto degli amministratori del territorio.

Ma Vittori può contendere il primato grazie ai centri del nord

I dem dovrebbero eleggere 3 consiglieri anche se alcuni accreditano un quarto. Vittori è sostenuto da Francesco De Angelis, Salera gioca per conto suo. Terzo dovrebbe arrivare un altro cassinate, Luca Fardelli, sostenuto da Sara Battisti, Antonio Pompeo (e da una componente che ha sacrificato all’obiettivo il sindaco di San Donato Valcomino Pittiglio, vicepresidente uscente della Provincia, non ricandidato. Quarto posto per l’isolana Antonella Di Pucchio sempre di Area Dem deangelisiana. Fratelli d’Italia è accreditata di quattro eletti. I meloniani sono divisi tra partito regionale che, con l’assessore Giancarlo Righini, è ormai sceso in provincia per dettar legge nel partito, ma i dirigenti locali non ci stanno. La vicenda sarà definita con la conta tra l’isolano Jose Stefano D’Amore motorizzato Righini e l’anagnino Alessandro Cardinali, che ormai viene lanciato dall’accoppiata (per la verità attesa alla prima prova) Fabio De Angelis-Massimo Ruspandini. In terza posizione viene avvistato Andrea Velardo sul quale sta scommettendo tutto il consigliere regionale Daniele Maura. Infine accreditato del quarto posto il fiuggino Simone Paris, gettonato dalla consigliera regionale Alessia Savo.

Meloniani, i ciociari si contano contro l’invasione di campo di Righini

La Lega è accreditata di due eletti: primo senza dubbi sarà Andrea Amata (Ottaviani-Abbruzzese), la seconda piazza pare destinata all’isolano Lino Caschera, su impulso dall’assessore regionale Pasquale Ciacciarelli. In agguato sempre l’uscente Luca Zaccari. Poi le liste dell’uno a testa: Forza Italia con Tersigni, ultimo arrivato ma voluto dal coordinatore regionale e Cirillo (che pure ha attuato la discutibile tattica fazzoniana nel capoluogo) abbandonato senza esitazione, Frosinone in Comune con Luigi Vacana, Progetto Futuro con l’arpinate Gianluca Quadrini.

Le incognite sono legate alle vicende processuali di Quadrini ed a quelle amministrative arpinati connesse con Sgarbi. Sul piano politico gli scontri riaprono la dicotomia ‘pidina’ tra De Angelis e Battisti/Pompeo. Spaccano i meloniani tra quelli di fede righiniana e gli altri di vecchio rito ciociaro (perfino riavvicinando spezzoni che s’erano distanziati dopo lo scandalo ceccanese). Sullo sfondo le regionali: si preparano le squadre per i futuri candidati. La corsa che conta è quella alla poltrona. Pure quando voteranno i pochi che si accaniscono democraticamente a frequentare le urne.

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