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Sgomberati i locali di ‘Aria di casa nostra’, cimeli storici spariti: la querelle tra Comune e gruppo folk

Alatri - Sgomberati i locali per ristrutturazione, senza alcun preavviso. Antichi strumenti, abiti tradizionali, documenti: tutto andato perso

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Una vicenda che sta rimbalzando sui social in queste ultime ore, tra l’altro alimentata da risposte ufficiose che non trovano alcun riscontro rispetto alla realtà dei fatti. I recenti lavori di riqualificazione che stanno interessando Piazza Regina Margherita, nel pieno centro storico della città di Alatri, comprendono la ristrutturazione di un edificio, già sede dell’ex emittente locale Radio Comunità, per cui i locali sono stati necessariamente sgomberati. Alcune stanze, due nello specifico, in forza di una delibera comunale risalente all’anno 2017, erano state assegnate al gruppo folkloristico “Aria di casa nostra”, al cui interno era ben custodito “materiale di rilevante valore non solo storico, ma soprattutto di interesse per l’intera collettività”. Così come lamentato dall’associazione: “Tale materiale è stato arbitrariamente asportato e, da indiscrezioni assunte, in parte distrutto e in parte consegnato a persone estranee al gruppo”.

In una comunicazione diramata sui canali ufficiali, il gruppo “Aria di casa nostra” si dichiara all’oscuro di tutto, pare che nessuno abbia informato i membri dell’associazione dello sgombero dei locali, tanto che questi dimostrano profondo rammarico per “una condotta così poco attenta e irrispettosa e di una disattenzione così grave che ha determinato la perdita definitiva di un intero archivio storico che poneva le proprie radici nel meticoloso lavoro del nostro caro Flavio Fiorletta”.

Sono andati perduti antichi strumenti musicali, fotografie, abiti tradizionali, documenti, oltre a gadget, doni e testimonianze raccolte nel corso di decenni di scambi culturali con festival folkloristici di tutto il mondo. “È difficile comprendere come possa essere accaduto che l’Amministrazione abbia dimenticato di avvisare l’associazione “Aria di Casa Nostra” che, peraltro, ha sempre lavorato nell’interesse di Alatri in collaborazione fattiva con il Comune”.

Oltre 75 anni di tradizioni, storia, cultura, riconoscimenti, ricordi di Festival internazionali e non, gettati, svaniti. Sono profondamente provata per l’accaduto. Alla faccia di “Alatri Città della Cultura!”, l’amaro commento di una cittadina. Il gruppo lancia un appello: “Ci rivolgiamo a chiunque possa contribuire al recupero di materiali storici e folkloristici appartenenti alla nostra Associazione, confidando nella sensibilità e nel senso civico di tutti. Ringraziamo sin d’ora quanti vorranno offrire il proprio aiuto”.

Dall’altra parte il vicesindaco Roberto Addesse il quale, dinanzi l’incresciosa circostanza, ha sin da subito dimostrato la sua personale sensibilità: “Anche se non è responsabilità del mio settore ci tengo a precisare che sento anche mia questa responsabilità e chiedo scusa agli amici del gruppo, so quanto tenevano a quei cimeli. Da quanto riferitomi, un signore di Alatri, durante la fase di sgombero, ha chiesto ed ottenuto la possibilità di portare via alcuni oggetti dichiarando che anche lui faceva parte di un gruppo folkloristico. Faccio un accorato appello a questo signore: di riconsegnare gentilmente questi pochi oggetti dal grande valore storico ed emotivo. Lo spero vivamente” per poi asserire, qualche ora più tardi, attraverso i social: “Pare che i nostri appelli abbiano avuto esito e molti oggetti del gruppo folk “Aria di Casa Nostra” siano stati restituiti”.

Dichiarazione che non troverebbe riscontro, tanto che l’Associazione prontamente ribatte: “Ci dispiace smentirla, ma ad oggi, purtroppo, pur sapendo (tramite nostri interessamenti) che alcuni materiali sono stati individuati, alla nostra associazione non è pervenuto nulla, né tantomeno abbiamo ricevuto rassicurazioni o comunicazioni in merito. Forse può darci lei qualche indicazione, visto che sembra più informato di noi?”.

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