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Un amore che non ha età: a 95 anni dona gli organi e salva una vita

All’ospedale Sant’Andrea l’ultimo gesto di Maria, la donna più anziana del Lazio a donare un organo. L'esempio

Immagine di repertorio
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Un amore che non conosce confini, nemmeno quelli dell’età. È la storia di Maria, nome di fantasia, che a 95 anni ha compiuto un ultimo, straordinario gesto di generosità, trasformando la fine della propria vita in una nuova speranza per qualcun altro.

La donna si è spenta qualche giorno fa nell’Azienda ospedaliero-universitaria Sant’Andrea di Roma. In un momento di dolore profondo, i familiari hanno scelto di dire sì alla donazione degli organi, dando seguito a una decisione che oggi assume un valore simbolico e umano enorme.

Dopo le valutazioni cliniche, il fegato di Maria è risultato idoneo al trapianto ed è stato destinato a un paziente ricoverato in un altro ospedale, che attendeva da tempo un donatore compatibile. Grazie a lei, quella lunga attesa si è trasformata in una possibilità concreta di vita.

Maria è oggi la donna più anziana del Lazio ad aver donato un organo e la terza in tutta Italia. Un primato che non parla di numeri, ma di altruismo, consapevolezza e amore verso gli altri. Una testimonianza potente che smonta ogni pregiudizio legato all’età e dimostra come la solidarietà non abbia scadenza.

La sua storia arriva come un messaggio forte anche sul piano culturale e civile: la donazione degli organi resta un atto possibile e prezioso a qualsiasi età, capace di unire famiglie, medici e istituzioni in un unico percorso di responsabilità collettiva.

A sottolinearne il valore è il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, che ha voluto richiamare il significato profondo di questo gesto, lasciando parole che chiudono idealmente una storia di dolore, ma anche di luce e speranza: «La storia di questa donna di 95 anni è un grande insegnamento per tutti noi. Un gesto straordinario capace di dimostrare che non esiste un’età oltre la quale non si possa più donare speranza e vita. Come istituzioni abbiamo il dovere di lavorare sempre di più per rafforzare la cultura del dono, promuovendo consapevolezza e informazione: la donazione degli organi è un valore civile, umano e sociale che non conosce limiti di età e che rende una comunità più solidale e più giusta».

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